08/01/2015



Il 2014 l’ho salutato con sollievo come se fosse capace di portarsi dietro tutto quel che è stato.
È stato un anno che  doveva passare, forse in questo modo, forse no, non lo so.  È andato.
È  stato  un anno necessario per capire che tornare a Roma è  stata la scelta giusta, tornare al mio lavoro un passo indispensabile per cominciare a ricostruire un mio equilibrio.
Quest’anno per la prima volta ho guardato una foto di Montpellier senza sentire la  solita fitta di malinconia. In quest’anno ho capito che il mio amore per Roma non è incondizionato,  a volte la odio ma poi si fa perdonare perché è incredibilemente bella ma soprattutto perché mi ha restituito le amiche, indispensabili. Quando sono rientrata in questa città  mi sentivo un ingranaggio difficile da incastrare, ora inevitabilmente ci giro dentro, anche se a volte strido e urlo. Ma rido pure.
Quest’anno ho sfidato la timidezza più volte, non ho tenuto il punteggio, non so chi ha vinto, forse ai punti finali  mi ha sorpassato ancora lei, ma qualche colpo l’ho assestato anche io e so che prima o poi ne vengo fuori.
Quest’anno  papola grande ha cominciato le elementari, è stata una emozione forte.  È  cresciuta, mi guarda con uno sguardo diverso, a volte ho la sensazione che abbia imparato a leggere ma anche a leggermi. Mentre mi guarda sembra  sappia esattamente quel che penso e quel che sento, indipendetemente da ciò che io mostri all’esterno, la cosa mi spaventa molto. Se mi legge dentro sa che sono una donna insofferente ma  saprà anche che la amo molto.
Papola piccola è cresciuta più determinata che mai, credo che sarà così a lungo, litighiamo, ci sfidiamo, ci allontaniamo, ci abbracciamo forte, ci coccoliamo, siamo diverse e ci urliamo contro, facciamo fatica a capirci ma ci amiamo molto.
Durante questo anno ho pensato spesso di chiudere il Blog. Vederlo così trascurato mi spiace.  Alla fine di quest’anno  il mio pc  è caduto, ho perso un anno intero di fotografie, mi si è spezzato il cuore, un anno di sguardi persi.  Alla fine di quest’anno mi hanno rubato l’iphone con quel poco di immagini scampate al pc. Ho portato con me la Canon a Napoli pensando di recuperare, di prenderlo come stimolo per scattare più di prima.
Mi sono bloccata.
Sono in stand by dalla parole, dalle foto ma dai pensieri mai. Rimugino più che mai. Sono lenta ma poi ci arrivo. E cambio, un pezzettino alla volta, provando a fare quel che voglio.

4 commenti:

  1. Ne uscirai, più raggiante e bella che mai, con gli occhi ancora più avidi dietro quella montatura rossa, sorrisi più pieni e pensieri un po meno aggrovigliati. E io non vedo l'ora. (Perché io già ti vedo)

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  2. Mi spiace, posso solo immaginare il dolore di perdere un anno di fotografie...E mi spiace che quella che possa percepire tua figlia sia una mamma sofferente. Lo sono stata spesso anch'io quest'anno e quindi comprendo. Il mio consiglio è di tornare a scattare e di scrivere di più perché per me sono entrambe cose molto terapeutiche...

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  3. Io ho moltissima fiducia in questo 2015...
    e che i blocchi vengano meno...
    un abbraccione amica fotografa! !

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