Costruire le cose immaginate


P.grande ha un diario segreto, mi ha fatto dare una sbirciata. Lei ci scrive quel che le accade e mi fa  sorridere molto quando tira fuori il suo blocco e prende appunti, dovunque si trovi. Poi succede che riesce sempre a sorprendermi perché è spesso un pezzetto al di là degli schemi, scrive oggi per il giorno dopo, come un promemoria: domani vederai questo non si sa.

Io da ragazzina non ho mai avuto un diario segreto perché avrebbe lasciato nero su bianco troppi pensieri e solo raramente ho avuto il coraggio di abbattare i paletti e scavallare gli schemi, quelli grandi.
Oggi forse scriverei:
Che io sono perenemmente sollecitata della mia insofferenza che però è tenuta in ostaggio dalla timidezza
Che ho accettato di fare una cosa che mi metterà tremendamente in imbarazzo, l'ho posticipata il più possibile, come faccio con tutte le cose che mi mettono a disagio, come se questo possa evitarmi il rosso sul viso e la voglia di nascondermi. Ma ho accettato.
Che mi sono iscritta ad un corso di fotografia, un altro, questa volta in italiano. La prima volta, alla presentazione della scuola, ho indugiato in macchina prima di entrare, perché l'istinto è sempre quello di scappare di fronte a quel che mi provoca imbarazzo. Poi mi sono fatta dare una spinta e sono entrata
Che mi nascondo, a volte addirittura mi perdo in troppi ragionamenti.

Poi all'improvviso arriva Capossela e mi dice:

"La prima cosa è la coscienza dello spazio. Sapere che lontano, da un'altra parte, altrove, sta accadendo qualcosa... anzi, fuori dalle mura di casa TUTTO sta accadendo, in giro per il paese... però occorre sapere DOVE. E la seconda cosa è il TEMPO. In quel posto bisogna arrivare in tempo perché quella cosa accada a noi e non immaginare soltanto che accada. Se lo spazio poi è ampio e distante è necessario differire il tempo dell'azione da quello del desiderio perché partire quando desidereremmo essere già lì è una vana corsa verso una sala vuota. Possedere questa consapevolezza è una grande qualità che può contribuire a rendere la vita Arte dell'Incontro. Le anime si incontrano per caso, per curiosità, per determinazione. In tutti i casi l'incontro ha sempre del miracolo. Nella coincidenza, la componente magica è più evidente... ma decidere, partire, muoversi a tempo fino a trovarsi nel luogo dove la cosa sta accadendo è miracoloso come la costruzione di tutte le cose immaginate...."
In fondo penso sia così per tutto, l'unico modo è fare, costruire le cose immaginate e i soppalchi per l'imbarazzo.





2 commenti:

  1. Fortissimo. Bello il tuo blog, mi unisco volentieri.
    Se ti va vieni a trovarci e unisciti a www.genitorialmente.com
    Buon 2015

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