Gli amici si scelgono o si trovano?

Il giro di Boa è arrivato, è trascorso un anno dal rientro a Roma. Non ci provo neanche a fare un resoconto, tanto meno un bilancio.
Un anno volato ma che allo stesso tempo è stato denso, fitto, intenso.
Ho faticato molto a tenere la testa in avanti senza però riuscire ad evitare le fitte di nostalgia per Montpellier che si presentano puntuali. Ho faticato a trovare l'incastro nella mia Roma, incasinata come non mai. Ho sempre pensato che tornare fosse la scelta giusta e mi chiedo spesso cosa mi manchi esattamente di Montpellier, non riesco mai a ben focalizzare. Forse tutto, non lo so. In fondo la città è stata la mia più grande alleata in una parentesi in cui  la solitudine ha spesso prevalso. Non mi sono rimasti molti amici francesi, solo persone che ho conosciuto in Francia. Persone a cui sono rimasta molto affezionata.
Le dinamiche che ti spingono a fare amicizia all'estero non sono le stesse a cui si è di solito abituati.
In una situazione normale, le amicizie nascono per affinità. Ci si sceglie.
Si condivide, si crea intimità ed empatia tramite la confidenza  ed un pizzico di ironia.
Quando ti manca una completa proprietà di linguaggio in una nuova lingua è difficile esprimere sfumature, ironizzare, creare intimità.
Ne deriva che spesso le conversazioni restano superficiali ed è davvero difficile sentirsi veramente amici.
Qualche sera  fa ero a cena con le mie amiche romane e pensavo a quanto una serata come quella possa essere benefica oltre che incredibilmente piacevole e divertente.  Quanto sia bello condividere, sdrammatizzare, confrontarsi, avere qualcuno che ti dà la sua prospettiva sulle cose. Che ti sostiene. Mi sono sentita fortunata di essere rientrata a Roma ed essere lì con loro, in quel momento.
I miei amici in Francia si contano sulle dita di una mano e, non a caso, due sono italiane. In questo caso non ci siamo scelte, ci siamo cercate.
Non sono neanche sicura che in contesto normale avremmo avuto l'opportunità di sceglierci. Siamo, per molti versi, molto diverse eppure ci siamo trovate e sono rimasta molto legata a loro.
C'è A.: noi due eravamo le uniche due italiane del petit village. A. mi manca, mi manca la nostra quotidianità, i nostri caffè, le chiacchiere, le risate, la solidarietà di due donne catapultate in un villaggio delizioso ma estraneo, a volte, per noi, incomprensibile. A. ed io siamo molto differenti eppure il confronto tra noi due è sempre stato costruttivo e divertente. L'ho riabbracciata questa estate e l'emozione è stata tanta, così  come la voglia di ripartire con lei. Le ho promesso che tornerò presto anche se solo per qualche  giorno.
C'è B. mi ha trovato su Google digitando Mamma+ blog+ Montpellier, ha vinto la sua naturale riservatezza, mi ha contattato e ci siamo incontrate. Ricordo con precisione il momento in cui i nostri sguardi si sono incrociati. Lo sguardo di B. è profondo, a volte sfuggente perché timido ma incredibilmente avvolgente. Abbiamo parlato tanto, sviscerato sensazioni e sentimenti, abbiamo passeggiato e scherzato, ci siamo fatte tanta compagnia.
B. e A. sono diverse tra loro, le accomuna il fatto che sono le uniche due persone che ancora mi mandano una cartolina quando fanno un viaggio. Mi sono ricordata quanto fosse bello riceverne una, sapere di essere nei pensieri di qualcuno.
A. mi manca, lunedi avrei voluto festeggiare la rentrée scolastica con lei, magari con una bella passeggiata all'écusson.
Al rientro a casa dalle vacanze ho trovato un pacchetto nella cassetta della posta da parte di B.
Mi sono emozionata, molto. Spesso quando leggo di B. la prima cosa che penso è: perché non posso essere lì con lei, a godermi il suo sorriso ed il suo sgardo trasparente che scruta a fondo. Oggi in particolare se fossi a Montpellier, avrei preso il Tram e sarei corsa da lei per sostenerla, abbracciarla e costringerla a stare un po' con me.
Perché le amiche in qualsiasi modo si siano incontrate, sono un bene prezioso.






4 commenti:

  1. La amiche sono un bene più che prezioso, ora più che mai, con gli anni che avanzano e la vita che si fa più difficile, me ne rendo conto.

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  2. Pensavo all'incirca la stessa cosa proprio in questi giorni. Le amiche sono una risorsa e un dono inimagginabile e lo si capisce solo quando le hai perse. Ma vuoi che ti dica una cosa?? Io ne ho perse per strada parecchie, compresa quella che reputavo la mia migliore amica, per incomprensioni stupide e orgogli di ragazze anche un po' stupide, a ben pensarci ora. Ma ora più che mai sono convinta che non hanno lasciato un vuoto ma uno spazio libero che col tempo ho colmato con amicizie adulte, scelte, accettate e comprese e ora mi ritengo una donna molto fortunata.

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  3. E' difficile trovare amiche sincere con cui condividere la nostra vita, ma quando succede, tutto si vede con occhi diversi.

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  4. La prima volta che sono passata da qui sono rimasta senza parole. Non che ora le abbia davvero trovate.
    ma sono felice di averti cercata e trovata allora.
    sei una donna meravigliosa e saggia
    e mi manchi tanto
    b

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