Viaggiare ad occhi aperti [Blogstorming]


Negli ultimi anni di viaggi ne abbiamo affrontati tanti, grandi e piccoli, siamo cresciuti nel mentre. Una delle nostre risorse preferite per combattere la noia delle attese o per movimentare le nostre passeggiate è il gioco del "io vedo", lo usiamo spesso ed è divertente perché dopo aver esaurito gli elementi del panorama circostante spesso vengono fuori i dettagli. Quelli piccoli, quelli che altrimenti non avresti visto, quelli che scaturiscono mille domande sul perché e per come. Ampliare lo sguardo, osservare insieme, affinchè la curiosità faccia da tramite  verso le novità. Abbiamo imparato che la curiosità dovrebbe essere sempre un passo avanti rispetto alla diffidenza.
Viaggiando si osserva e osservando si impara a passare attraverso le differenze. A viverle ma non a subirle se proprio non ci piacciono. Viaggiare osservando implica tante domande ma sviluppa anche la capacità di accettare di non capire, di non condividere, di rimanerci male ma anche quella di lasciarsi la libertà  di farsi piacevolmente sorprendere, soprattutto tenere aperto sempre un prezioso spiraglio, quello che permette di cambiare idea.
Viaggiando osservando capita di trovarsi in situazioni diverse e abbiamo imparato a sdrammatizzare, sorridere di sé e di quel che sembra molto strano. Ad adeguarsi. L'elasticità è un dono che va alimentato. Viaggiando si incontrano persone, si salutano, si riabbracciano, si impara a godere ma anche a  gestire l'emozione dell'affetto quando è  tangibile e si trasforma nella vicinanza o nel distacco.


Questo Post partecipa al Blogstorming di Genitori Crescono sul tema Viaggiare, imparare

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