Liberiamo una ricetta: in cucina con le papole #liberericette



Anche quest’anno partecipo a Libera una Ricetta.
L’anno scorso mi ero lanciata nella preparazione di una Vellutata di Zucca. Ma nel giro di un anno poco è cambiato, io, in cucina, continuo a  non essere a mio agio e per quanto mi sia impegnata a cercare una ricetta da condividere non l’ho trovata. Quando stavo per rinunciare all’evento ho pensato che, forse, una ricetta ce l’ho.
Spesso utilizzo il momento della preparazione della cena per quietare le papole isteriche dopo una giornata di  scuola e condividere qualche momento insieme.
Quindi la mia ricetta di oggi è:  come riuscire a cucinare con due bambini isterici tra i piedi con due piccoli chef come aiutanti. L’obiettivo è renderli partecipi, divertirsi, e magari incoraggiarle anche ad assaggiare cose che altrimenti non toccherebbero sfruttando il momento di orgoglio: lo abbiamo preparato noi.
Allora ecco i cinque ingredienti salva cena e salva nervi
  1. Scegliamo insieme la ricetta oppure, ancora più efficace, dico loro: stiamo per preparare una ricetta speciale perché la parola speciale è piena di aspettativa, genera curiosità, probabilmente evoca anche un pizzico di magia
  2.  Stabiliamo un paio di regolette inderogabili: ci si lava le mani, sempre, prima di cucinare, non sono ammesse caccole, dita sporche di colore, nè moccioli vaganti. Chi fa cascare per terra, raccoglie. Le mani sempre lontane dai coltelli e dai fuochi. Si può assaggiare un po’, anche con le dita, ma che rimanga un segreto tra di noi. Ci si può sporcare ma se ci mettiamo un grembiulino è meglio.
  3. Inventare. Non la ricetta, sia chiaro! Inventare una storia che racconti quel che cuciniamo con un po’ di fantasia. L’avevo raccontato anche qui, di quella volta in cui la ricetta del risotto allo zafferano era diventata una specie di favola improvvisata, con tanto di versione cantata da P.Grande.
  4. Lasciare fare anche a loro. Lo so che si mette a repentaglio l’incolumità della cucina, la riuscita della cena e lo sporco è assicurato, ma per essere davvero piccoli chef bisogna farli cucinare! Che sia il pizzico di sale, rompere o sbattere le uova (reali momenti di brivido, lo so), farli impastare, bucherellare con la forchetta l’impasto della pizza o della pasta sfoglia (questa è quella che riscuote più successo)  
  5. Incoraggiarli a pavoneggiarsi per aver fatto loro a patto che poi assaggino.
Ps. Sorrisi Q.B. e non c'è bisogno di infornare!

"Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.Questa ricetta la regalo a chi legge. Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web"

1 commento:

  1. Ottimi consigli, anch'io ho un aiutante perfetto :)

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