Di parentesi aperte e chiuse

Non ho foto da far vedere, non ho granchè da raccontare
solo che aspetto,
aspetto che questa parentesi si chiuda e se ne apra un'altra.
Eppure di cose da fare, da vedere, da visitare ne ho ancora tante eppure aspetto.
Qualche sera fa ho sentito, in sottofondo, al telefono, Gino, il pizzettaro di Poggio Ameno. L'ho sentito urlare, come solo lui sa fare, Bonasera eeeh.
Ho sorriso senza possibilità di evitarlo, ho scambiato due parole al telefono con Gino in modo quasi surreale, l'ho salutato: arrivederci eh
Subito dopo, per un attimo, ho chiuso gli occhi e mi sono sentita a casa.
Non vedo l'ora di buttarmici nella nuova vita.
Perché la vita che mi aspetta sarà diversa,
diversa da quella che ho fatto qui
diversa da quella che facevo in Italia prima di partire.
Ho voglia di entrare nella casa vuota e ricomporla, ho voglia di dare nuovi colori alle pareti e nuovi posti agli oggetti. Ho una gran voglia di ricominciare a lavorare ma soprattutto di misurare me stessa,  la me che Montpellier restituirà a Roma e che forse Roma non  riconoscerà.
Io nel frattempo fremo ed aspetto.
Voi come la gestire l'attesa?


21 commenti:

  1. mi sembra che la carica sia quella giusta. E anche fermarsi e aspettare non è male alle volte...

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    1. io ci conto su questa carica, è la prima cosa che metterò in valigia

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  2. Mi piace questo spirito "Si chiude una porta e si apre un portone".

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  3. Mi sa che mi sono persa qualcosa. Ricominci?
    Per me l'attesa, dipende dall'attesa, ma e' carichissima di aspettative. E fremente.

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    1. si, ero in aspettativa e mai avrei immaginato di aver così tanta voglia di tornare a lavorare

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  4. Oh cara...la tua voglia di iniziare cose nuove e' contagiosa!brava!:)

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  5. Dai che a Roma ti aspettiamo a braccia aperta!

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  6. Già il fatto di avere un lavoro ad attenderti è molto positivo. Uno degli aspetti brutti di noi mogli e mamme expat è che di solito quando rientriamo dobbiamo iniziare di nuovo tutto da capo e non è mai semplice.
    Negli ultimi post ho sempre colto una nota di malinconia per ciò che stai per lasciare e pensavo tu non ne fossi felice. Mi fa piacere invece leggere che lo sei. Sicuramente non dimenticherai mai la parentesi francese perché le esperienze da expat rimangono dentro e, con il tempo, si ricordano solo gli aspetti positivi. Io dei 3 anni cinesi ho ricordi bellissimi e, nonostante le tante difficoltà avute in Thailandia nei nostri primi 6 mesi, sono sicura che fra qualche anno, avrò comunque un bel ricordo. Ti auguro una nuova vita proprio come la sogni!

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  7. In realtà la malinconia che hai intercettato c'è tutta, mi dispiace da morire lasciare Montpellier ma non avendo altra scelta mi sono detta che l'unico modo per vivere bene questo ritorno è dargli una nuova prospettiva, un nuovo inizio mi sembra che mi possa dare lo slancio di cui ho bisogno :)

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  8. BIanca sei grandissima! Quella situazione che io chiamavo di limbo,dove non si più qua, ma non sei neppure ancora là, può essere terribile. La stai riempendo di cose positive, stai scaldando i muscoli. TI auguro tante cose belle e se anchemi dispiace perdere la tua vicinanza, sarò contenta di leggere le tue avventure romane. Tifo per te!

    P.S. ma la cosa che ti invidio di più al momento è questa:
    "Ho voglia di entrare nella casa vuota e ricomporla, ho voglia di dare nuovi colori alle pareti e nuovi posti agli oggetti."
    tra queste pareti ancora spoglie dopo ben 9 mesi ci sto male, ma non riesco propri. neppure a disfarmi degli ultimi scatoloni.Così, ma anche banalmente, simbolico

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    1. il limbo è il mio nemico, il mio maggior spacciatore di insofferenza e allora io occupo la mente e gli spazi così non gli do tregua.
      ps Se vuoi prima che io parta possiamo disfarli insieme quegli scatoloni lì.

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    2. lo sai che il tuo PS mi scioglie letteralmente?
      vero é che sarebbe davvero un gesto simbolico: te ne vai disfacendo gli scatoloni a chi resta, una "legacy" importante mi lasceresti. E a me starebbe di prendere, se ci riesco, un testimone che mi puo' essere di esempio sommo ad avere la forza di prenderlo. La tua maniera di prendere la vita... io mi siedo e prendo appunti.
      Grazie :*

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    3. Squa lo sai che sono proprio felice di averti incontrata, ma tanto.

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  9. L'attesa mentre la viviamo è spesso ansiogena e anche snervante. Con il senno di poi però ci appare per quello che è, necessaria. Questi momenti servono: a ricomporre noi stessi, a progettare nuove avventure e a metabolizzare le vecchie. Usala! ;-)

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