La Luce nella Casa degli altri [La sindrome della portinaia]

Questo post nasce da una delle mie manie di sempre, guardare la luce nella case degli altri e immaginare storie.
Ieri ho postato questa foto e questa considerazione su Facebook e in tanti mi hanno detto:  anche io. Tutti vittima della stessa sindrome da portinaia. Ci siamo detti: scriviamola la storia che si compone nella testa quando una finestra ci attira a sè. Vorremmo farne una raccolta, magari su Tumblr, io per ora vi lascio la storia così come l'avevo pensata  proprio lì davanti a quella finestra.


Una finestra affacciata su un pomeriggio ancora pieno di luce ma con una luce accesa proprio lì,  come per dire, io sono qui.
Me li sono immaginati seduti, forse imbarazzati da un incontro  un po' forzato ma cercato. 
E’ la prima volta che si incontrano dopo sei mesi e per la prima volta senza nessun altro a far da contorno, dovevano vedersi per un caffè al bar ma lui non si è presentato, ha fatto tardi e non ha aveva modo di avvertirla. L’ha cercata, ma lei non gli ha risposto. Lui è passato sotto quella finestra, ha riconosciuto la borsa, colorata, a righe, quella che lei portava con sè ad ogni lezione e che trabocca sempre di ogni cosa ma soprattutto ha visto quella luce che gli ha dato coraggio, lei è lì e magari riesco a vederla.
Mentre lui saliva le scale, lei si è reinfilata i pantaloni verde smeraldo che l’avevano fatta sentire tanto patetica mentre era lì seduta, da sola, al tavolino del bar. Continuava a pensare alle cinque cose che doveva assolutamente dirgli, in quei pochi istanti ha scritto mentalmente il testo della loro conversazione, quella che aveva immaginato già mille volte, aveva pensato ad ogni risposta, ogni virgola, sospiro e sguardo, compreso i convenevoli. Seduti ad un tavolino, non lontano da quella luce,  nascosti dallo sbuffo di una tazza di tè bollente:
Dopo tanto tempo forse stavo dimenticando il tuo viso.
E’ bello rivederti.

8 commenti:

  1. E' inutile che te lo dica, anch'io c'ho la sindrome, e adoro l'estate, le tende distratte, gli scorci sui soffitti, il rumore delle tavole apparecchiate e le luci appese...
    Un frammento è una storia, e una storia è una vita intera...
    Grazie

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  2. Ma che bello leggere il tuo post <3

    vabbé che io ho la stessa sindrome già lo sai ;)

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    1. ti ricordo che l'idea del post è stata tua quindi aspetto la tua finestra :D

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  3. ebbene lo ammetto,c'ho la sindrome :)

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  4. che poesia, che bello!
    io nel quartiere senz'anima quest poesia non ce l'ho, ma mi guarderò meglio intorno :)

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  5. Oh oh in un attimo giugno è volato e io mi sono persa un sacco di post! Lascio una traccia qui perchè adoro questo gioco. Lo facevo sempre con mio fratello, ma al contrario, immaginando cosa stavano facendo i passanti visti dalla finestra... Appena trovo la finestra giusta e la fotografo ci scrivo un post!
    Ciau!
    Paola

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