24 ore a Parigi

Ho trascorso poco più di ventiquattro ore a Parigi poi, causa un clima autunnale e una papola malata, abbiamo anticipato il rientro verso casa.
Questa volta per me Parigi è stata, soprattutto, un lungo viaggio in treno, tra stazioni, sale d'attesa, RER e metropolitana.
Ogni volta che entro in una stazione la sensazione è sempre la stessa, da sempre. Sarà forse la presenza di binari a perdita d'occhio ma la stazione mi trasmette, sempre, l'idea di infinite possibilità. 
Area maleodorante a parte, i treni e le stazioni sono un bel concentrato di vita ed umanità.
Io amo viaggiare in treno, scelgo sempre il posto lato finestrino, scorro le immagini che corrono dietro il vetro come al cinema, amo la prospettiva laterale che regala il treno quando entra in una stazione, rimango sempre stupefatta dalla precisione geometrica dei campi, della sensazione di abbandono che mi trasmettono  i depositi dei treni, dal repentino mutamento del cielo e delle nuvole nel passaggio da Nord a Sud. Trasalgo ogni volta, quando, all'improvviso, si incrocia un altro treno in corsa.
Le stazioni, i treni, i vagoni della metropolitana sono come dei grandi libri spalancati su di un leggio, se ti soffermi, se fai attenzione puoi leggere le storie sui visi della gente.
Ero su uno strapuntino sulla metro di Parigi ed ho visto un ragazzo piangere e non ho voluto immaginarne il motivo, ogni volta che mi capita di lasciarmi andare alle lacrime per strada vorrei che nessuno provasse ad immaginarne il motivo. Ho incrociato più volte lo sguardo di  una signora bella ed elegante dagli occhi incredibilmente blu, mi ha sorriso ripetutamente con aria di complicità, forse lei, come me, stava componendo la sua storia su di me.
Ho visto lei, bionda con gli occhi azzurri, illuminarsi, quando il treno ha rallentato e ha intravisto lui sulla banchina, pronto a salire sul treno. Ha fatto uno scatto con destrezza felina saltando persone, valigie e passeggini per scendere dalla carrozza e risalire in quella immediatamente successiva per salutare lui come se lei fosse salita solo in quel momento e il destino li avesse fatti ritrovare lì uno accanto all'altro.

 
Parigi questa volta per me è stato un lungo viaggio in treno.





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