Il primo matrimonio Gay a Montpellier, io c'ero, quasi

Ieri mi sono sentita nel paese giusto, nella città giusta.
Ieri a Montpellier si è celebrato il primo matrimonio gay di Francia, Vincent&Bruno. Ero proprio lì accanto e se fosse stato possibile avvicinarsi sarei andata anche io sotto il Municipio per partecipare alla loro gioia. Ho visto immagini di tanta emozione e felicità e quel bacio, abbracciati stretti sul balcone, è un'immagine che mi porterò dietro come un bel ricordo di civiltà di questo bel paese che mi ospita.
Ieri, mentre Vincent e Bruno si dicevano sì, il papà di una bimba che fa scuola di Circo con P.grande cercava di trovare complicità in me per parlare dei due finocchi che si sposavano. Lui è un emigrante italiano che ha lasciato l'Italia circa 30 anni fa e mi ha colpito molto perché ha dato per scontato che io la pensassi come lui solo per il fatto che io sia Italiana.
E' cascato male, gli ho fatto notare che finocchi non era un termine gentile, che si tratta solo di due persone che si amano, che non capisco che fastidio gli possano dare se  vogliono essere riconosciuti come famiglia, gli ho ricordato che comunque non sarebbero andati a vivere a casa sua (questa l'ho rubata a Marco ma credo che non si arrabbierà, anzi Grazie Marco). Gli ho ricordato che il nostro amato paese gode di un intelligente modo di dire che recita così: vivi e lascia vivere.
Ha concordato con me ma ha aggiunto: certo però i nostri figli che vedono queste cose.
Sarà il caso che si abituino, gli ho replicato, perché è la realtà in cui vivono ma soprattutto bisognerebbe insegnare loro che non c'è nulla di male. Poi l'affondo: soprattutto tenga conto che un giorno mia figlia o la sua potrebbero dirci: sai mamma, papà, sono gay e rimarrebbe comunque sua figlia.
k.o. tecnico.
E' sbiancato e mi ha detto, a questo non avevo mai pensato.
Sono andata giù pesante ma sempre con il sorriso sulle labbra, senza aggredirlo e mi sono resa conto che l'ho messo in difficoltà. Non credo di avergli fatto cambiare idea ma almeno ci ha riflettutto per qualche istante.
La sera ho guardato il Tg con p.grande, le ho chiesto un po' di silenzio, lei mi ha chiesto perché?
M: Perché oggi a Montpellier è stata una giornata importante
PG: Perché?
M: Perchè c'è stato un matrimonio
PG: Cos'è un matrimonio?
M: Quando due persone si sposano
PG: Perché si sposano?
M: Perché vogliono stare insieme per sempre
PG: Perché vogliono stare insieme per sempre?
M: Se a te piace stare con qualcuno vuoi passarci più tempo possibile giusto?
PG: Si è vero. Ma quando si è innamorati ci si bacia?
M: Si amore
Questa conversazione si è svolta mentre le immagini di Vincent e Bruno ci scorrevano davanti, si sono detti si, si sono baciati ed abbracciati più volte. Ma a P.grande non è venuto in mente di chiedermi
perché sono due uomini e non un uomo e una donna?
A dimostrazione del fatto che se i bimbi non vengono condizionati dai pregiudizi sono liberi dal concetto di strano/sbagliato/anormale.
Auguri ancora a Vincent e Bruno, però cacchio potevano invitarmi.




7 commenti:

  1. Ti ho pensato ieri, ho pensato che eri un pò dentro la storia.
    Un abbraccio

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    1. E' vero Lu é stato emozionante. Ti abbraccio anche io.

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  2. Vive la France, comme d'habitude!

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    1. oui...je suis entièrement d'accord
      je adore la France, le français et les françaises aussi!

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  3. ti ho pensata ieri, è stato un grande giorno, e sarei stata fiera di sentirmi francese. I bambini hanno hanno la capacità di vedere il bello delle cose e quel bacio era la prova di questa bellezza. e non c'è niente di più naturale di una cosa oggettivamente bella.

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    1. Se solo avessimo tutti la libertà di pensiero dei bimbi

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  4. ed io pure ti ho pensato, nel posto giusto al momento giusto per respirare civiltà!

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