Ti presento un Expat. Veruska Anconitano.

Ultimamente questo angolo di Blog l'ho un po' trascurato, indecisa se continuare o meno. Poi mi è arrivata la mail di Veruska. Le avevo chiesto un po' di tempo fa di partecipare e quando ho avuto il suo file tra le mani non ho avuto dubbi. Continuo.
Io adoro lo stile di Veruska, lei è un vulcano di energia, fonte inesauribile di ricette su Cuochina Sopraffina, scrive di Viaggi dando spesso consigli utili anche per evitare brutte sorprese In viaggio con Veru e parla di Expat su Vanity Fair. 
Insomma il mondo Veruska è allegro e dinamico. Buona Lettura. 



Mi sono trasferita in Irlanda con mio marito qualche annofa, consapevole e decisa, senza che nessuno mi costringesse ma anzi con inmente solo una cosa: "ci stiamo per qualche mese poi torniamo giù, tantopoi ci stanchiamo". Sono ancora qua e, per ora, non ho assolutamentevoglia di andarmene visto che, sarà il Paese, sarà la propensione di chi se neva dall'Italia di fare altro, ma questo trasferimento non ha fatto altro cheaccrescermi professionalmente e, soprattutto, umanamente.

Come ripeto spessissimo, da quando mi sono trasferita mi sono rimessacompletamente in gioco sia a livello lavorativo che a livello personale: oggimi trovate, per dire, che ballo le tipiche danze irlandesi senza vergognarmi,che insegno come si cucina italiano a chi pensa che la pasta alla carbonara siapreparata con la panna, che chiacchiero ed entro a contatto con persone ditutto il mondo sfatando il mito che i francesi sono i più antipatici, glispagnoli troppo uguali a noi e gli irlandesi sono amiconi sono quando bevono.

Il trasferimento in Irlanda, Paese che conoscevo già molto bene avendo vissutoqua anni e anni fa, mi ha reso consapevole del fatto che anche se i 30 sonosuperati, anche se hai la tua vita quasi tutta organizzata nel minimodettaglio, anche se tanti si aspettano da te delle cose, alla fine l'unica adecidere cosa fare della tua vita sei tu e l'unico modo per stare bene con testessa è scegliere il meglio o quello che, almeno al momento, è per te ilmeglio.

L'Italia non mi manca ma mi mancano certi suoi colori e certi suoi profumi(oltre ad un certo solicchio primaverile che ti riscalda cuore e cervello!) checerco di ricreare di continuo a casa e fuori portando un pizzico di italianitànella mia nuova vita irlandese con tutti i pro e i contro del caso, pregiudizie modi di fare compresi.

Chiaramente come scrivo spesso su Vanity Fair il senso di colpa in alcunesituazioni mi distrugge perché se è vero che sono solo a 4 ore di distanza dacasa e che ci sono aerei tutti i giorni è anche vero che mi perdo le cosequotidiane di amici e parenti, le grandi conquiste e anche le rinunce deglistessi, i cambiamenti di chi lasci e ritrovi più vecchio o più adulto.

Questo implica che perdi anche rapporti di amicizia un po' perché non eranoforti e te ne accorgi adesso che sei lontana, un po' perché il detto"lontano dagli occhi lontano dal cuore" calza esattamente a pennelloin certe situazioni e un po' perché non sono pochi quelli che prendono la tuascelta di andartene come la scelta di chi vuole fare la snob a tutti i costi,di chi se ne va per poi poter criticare il proprio Paese (cosa che io giàfacevo prima, figuriamoci adesso! :D ), di chi se ne va senza pensare a chiresta.

Il gioco vale la candela? Nel mio caso (parlo al singolare ma siamo in due) sì,vale eccome: vale perché riscopri te stessa, vale perché ti riposizionicompletamente con te stessa e con la tua vita ma, soprattutto, ci giochi perfare in modo che le cose siano esattamente quelle che volevi fossero. E valeperché capisci quali sono i rapporti veri, quelli che vuoi mantenere e quelliche hai fatto bene ad eliminare, vale perché perdi amici ma ne trovi altri epoi perché capisci che la tua famiglia è sempre là a supportarti anche semagari la tua scelta non la comprende fino in fondo e si sforza tantissimo.

E poi volete mettere tornare a casa e sentirsi trattati quasi da eroi peressere andati via anche se, in cuor tuo, sai bene che non sei un cervello infuga ma è il tuo cervello che è in fuga da te e qua, in Irlanda, ha trovato lasua casa ideale, almeno per il momento?

Non so dove sarò nel futuro ma so per certo che se non avessi deciso dispostarmi sarei ancora in Italia a chiedermi il perché di tante cose, arecriminare su tante cose, a scandire la mia vita tra lavoro e casa senzanessuna voglia, senza nessuno slancio: per me il trasferimento equivale aslancio, ditemi voi se non una motivazione valida! :)



[Grazie a Biancume per avermi coinvolta con questo post che è arrivatotardissimo sui tempi di marcia non (solo) perché sono snob e mi faccioattendere :) ma anche perché davvero è un periodo che le cose mi capitanoaddosso da sole e invece di diventare macigni pesanti sono macigni piacevolicon cui convivere ma che modificano di continuo la mia esistenza]


Grazie a Veru, sono certa che diventerà una lettura abituale come lo è per me

1 commento:

  1. Che belle le tue parole. L'importante è stare bene con se stessi, non importa dove e come. Quindi, se il tuo posto al momento è l'Irlanda, hai fatto benissimo! Io sono stata solo a Dublino, ma ne ho un ricordo bellissimo e ne ho accennato in questo post per che avesse voglia di leggerlo:
    http://blogpercomunicare.blogspot.it/2013/03/do-you-smile.html :)

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