Lo sguardo sulle cose

Mi capita spesso che, chi mi conosce da tempo, mi  scriva, credo che la Francia ti abbia fatto un gran bene, oppure sembra che tu abbia trovato un equilibrio, la verità non credo sia poi così lontana magari per l'equilibrio ci vorrà ancora un po' di tempo ma per ora sto bene . Mi è capitato esattamente quello che descrive Chiara nel suo post [una risposta intelligente e lucida ad una serie di critiche spesso eccessive]. Oggi leggevo le sue parole e pensavo:  è esattamente così.
Quello che è successo a me in questo ultimo anno è un cambiamento radicale anche se incredibilmente semplice: ho cambiato lo sguardo sulle cose. Oggi sfoggio uno sguardo più attento che mi restituisce colore, soddisfazione e una bella manciata di sicurezza. Il merito di questo svolta è sicuramente da attribuire all'espatrio che ne ha accellerato ed amplificato l'evoluzione. Non credo sia casuale, la necessità di adattarti in un contesto completamente nuovo ti amplia lo sguardo, incrementa la curiosità, ti fa camminare con il naso proteso verso l'alto, osservando tutto, a  volte con perplessità e malinconia, spesso con stupore ed entusiasmo. Ti sorprendi a notare cose che prima non avrebbero catturato la tua attenzione, cerchi il bello perchè ti fa sentire meglio e meno sola. Lo condividi perchè la condivisione accorcia le distanze.
Questa ricerca del bello non ti esula dai momenti brutti, dagli attacchi di nostalgia, dall'incognita di ciò che sarà domani ma ti aiuta ad affrontare meglio il momento successivo perchè magari splenderà il sole e deciderai di andare alla ricerca di qualche motivo di buonumore. Mi sono riscoperta una persona dai facili entusiasmi, mi basta una giornata primaverile ed una corsa nel bosco per farmi tornare a casa euforica, mi basta passeggiare senza giacca nel silenzio del petit village, mi basta un cielo molto terso oppure incontrare una fanfare sulla strada per strapparmi un sorriso. Eppure io non vivo nè a Londra nè a Parigi. Vivo in un petit village neanche troppo amato non molto lontano da una bella città dinamica e vivibile ma pur sempre una piccola città della Francia.
Quando gli amici lontani mi dicono: vorrei vedere da vicino i luoghi che fotografi e che descrivi mi dà fiducia che lo sguardo sia ben sintonizzato. Quando per la prima volta sono andata in giro per Montpellier con B. (ovvero Squa) ho avuto timore che,  avendo letto sul blog  il mio entusiamo, reagisse con un: allora, è tutto qui?.  Ed invece scopro che  l'entusiasmo è contagioso almeno quanto lo sguardo che si apre .
Certo per me è più facile, non  sono costretta dentro le quattro mura di un ufficio ma quando dovrò ricominciare cercherò di non dimenticarlo questa voglia di guardare.
Il primo giorno del mio corso di fotografia l'insegnante ci ha portato fuori e ci ha detto: cambiate prospettiva, vincete la timidezza, sdraiatevi per terra se è necessario, arrampicatevi su un lampione se serve ad avere una prospettiva migliore. Scoprirete dettagli  che al primo sguardo non avreste mai notato. Io questa filosofia me la sono messa in tasca e me la porto dietro ogni giorno anche quando non ho con me la macchina fotografica. Quando cerchi il bello anche in prospettive incosuete la soddisfazione è tale che il sorriso è assicurato. Il sorriso è un'arma spesso sottovalutata perchè disarma chi hai difronte e genera quasi sempre gentilezza.

PS. Per chi pensa che il sole della Francia mi abbia dato alla testa sappiate che ci sono ancore le giornate no in cui  i pensieri mi assillano, borbotto, sbuffo come una locomotiva a vapore e tengo sù il muso ad oltranza ma in quel momento non ne avrete percezione perchè  probabilmente mi sarò isolata e non avrò condiviso nulla ma almeno questa volta reagirò cercando il bello.


14 commenti:

  1. Ciao Bianca,
    mi piace questo post.
    Ogni giorno mi metto in ascolto di tutto quello che la vita di bello può offrirmi, cerco di guardare con gli occhi di bambina e di emozionarmi per le piccole cose quotidiane.
    Non sempre ci riesco, non sempre è facile. La routine è molto faticosa, importante è provarci sempre. e questa mattina sono contenta che me lo hai ricordato.
    un bacio
    Paola

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    1. Grazie a Te amica mia
      non sarò mai grata abbastanza a questo blog per la vicinanza che ci permette.

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  2. Chissà a che sentimenti o episodi ti riferisci a un anno fa. Ma non importa.
    A me succedeva l'opposto. Ero all'estero per lavoro, per frequenti periodi fino a 5 settimane, e rifiutavo questo fatto.
    Ho trovato un po' di serenità solo cercando il bello dei posti in cui mi trovavo, ricercarne la storia, elencare le cose che potevo acccettare oltre a quelle che non potevo tollerare.
    Un bacio

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    1. sembra una ovvietà ma in fondo quando vivi una situazione di disagio solo qualcosa di bello ti può aiutare a superarla

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  3. L'entusiasmo è contagioso, hai ragione.
    E' per questo che mi piacciono post come questi, che comunicano la ricerca della bellezza. Ne abbiamo tutti un gran bisogno.

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    1. è un bisgono così bello e semplice

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  4. Contagiosidsima sei!
    Certificata!
    Baci da Squa, felice di NON essere immune :)
    P.s. prima volta da cellulare, che fatica!

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    1. rimettiti in sesto che settimana prossima è primavera!

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  5. Ho letto anch'io il post di Chiara, avrei anche voluto commentarlo ma mi sono ritrovata in una folla di voci e ho rinunciato, ma ero triste.
    Potrei leggere ad alta voce le tue parole e confonderle con i miei stessi pensieri, perché se molte cose nella vita sono inevitabili, almeno alcune le possiamo scegliere e sicuramente, possiamo decidere come guardarle.
    Ho fotografato una violetta nel prato, forse gironzolavo annoiata o forse, è stato un respiro in un giorno di lacrime, ma non credo sia importante; se un giorno ho detto, ecco, una viola, può non importare a nessuno, ma se a qualcuno non piace, perché semplicemente, non sceglie di guardare altrove?

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    1. esattamente concedeteci il lusso di cogliere le viole e se proprio non vi piace giratevi dall'altra parte

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  6. Nessuno meglio di me sa le difficoltà che ci sono nell'affrontare una realtà nuova ed estranea, partire da una grande città come Roma e finire in una piccola cittadina della provincia francese. Di come questo abbia i suoi lati bui, ma anche di come sappia dare una nuova luce a tante piccole cose, comprese noi stesse. Un abbraccio come se ti avessi qui, in fondo è così che ti sento: vicina! ;-*

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    1. lo siamo sotto tanti punti di vista :D

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  7. Bellissimo post! Ma Parigi non ha nulla a che fare con Montpellier secondo me, che è mille volte meglio! Se ti va leggi che cosa scrivevo un paio di anni fa QUI!

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  8. grazie di questo blog! meraviglioso questo post...per chi come me ama la Francia e tutte le sue sfumature è un toccasano :)

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