Come si gestisce la timidezza dei bambini?

Sono una persona timida, molto timida. Lo avevo scritto anche qui. in uno dei primissimi post di questo Blog.
La timidezza l'ho sempre considerata invalidante, la peggior nemica perché ti  sottrae delle opportunità, ti fa apparire come non sei. Ho imparato a conviverci con la timidezza, a volte a sfidarla, a volte a sconfiggerla con soddisfazione. Ora, malgrado tutto, abbiamo trovato un equilibrio ma tocca rifarci i conti quando mi capita di riscontrare dei segnali di timidezza in mia figlia e, puntualmente, l'unica cosa a cui riesco a pensare è: speriamo non sia come me.
P.grande credo sia timida, lo dimostra in piccole cose che io riconosco facilmente: l'attitudine ad evitare il saluto, sostituire bonjour e aurevoir con un cenno della mano, la ritrosia ad esporsi ma soprattutto  riconosco quel meccanismo che ti porta alla rinuncia di qualcosa che vuoi o di cui hai bisogno pur di evitare il disagio della richiesta.
Sono meccanismi difficili da spiegare a chi non è timido ma anche io, ancora oggi, lo faccio, ovvero rinuncio a qualcosa perché chiedere mi mette in imbarazzo, la paura di disturbare oppure di essere inopportuna mi blocca.
L'ultimo episodio qualche giorno fa, alla scuola di circo. P.grande doveva andare in bagno ma ha cercato di resistere il più possibile pur di non interrompere la lezione fino alla estrema conseguenza di non farcela più.  Quando sono entrata era in lacrime e avrei voluto avere una bacchetta magica per liberarla dal disagio. L'insegnante ed io l'abbiamo rassicurata sul fatto che sia una cosa che capita, siamo uscite.  Non aveva nessuna voglia di rientrare ma sono riuscita a convincerla dicendo che sarei entrata con lei. All'inizio voleva solo assistitere senza partecipare poi per fortuna è prevalsa la voglia di giocare.
Finita la lezione, in macchina, le ho parlato, le ho detto che capita anche a me di avere difficoltà nel chiedere e che quindi capisco bene come ci si sente ma che, a mia volta, ho fatto una scoperta davvero interessante. Le ho spiegato che, se si fa lo sforzo di vincere la timidezza, chiedendo quello di cui si ha bisogno, ci si rende conto che è molto più semplice di quanto sembri e che spesso a posteriori mi dico:  era tutto qui, io chissà che mi credevo! Basta provarci.
Non so quanto sia stata convincente, ma mi rendo conto che per me è difficile aiutarla perchè io non ne sono del tutto immune. Io non so se esiste un antidoto per la timidezza, a volte credo che sia una componente caratteriale e in quanto tale si possa smussare ma non cambiare, spesso mi convinco che se sarò capace di rafforzare la sua autostima potrebbe aiutarla a buttare giù quel muro. La verità è che non so come fare.
Voi come vi comportate di fronte alla timidezza dei bambini? Avete qualche consiglio? Io davvero navigo nel buio.

Nel frattempo mercoledi prossimo l'atelier del Circo sarà aperto ai genitori il che significa che sarò io a fare gli esercizi sulle indicazioni della papola. Mi sento a disagio solo ad immaginarlo ma cercherò di superare l'imbarazzo e di godermi un pomeriggio da circense.
Se poi riuscite a dare qualche dritta  anche a me magari riuscirò a chiedere di salire sulla grande palla gialla



24 commenti:

  1. Anche io sono una persona di fondo timida. Con il tempo, l'esperienza mi sono un po' 'liberata' dalla timidezza, scoprendo che potevo trarne solo dei vantaggi. Certo è che non è facile! C. come la tua bimba è timida. Piuttosto che buttarsi in una cosa rinuncia... Però sto cercando di aiutarla in questo e devo dire che nell'ultimo periodo è migliorata tantissimo. Secondo me in parte è indole e rimarrà una persona sostanzialmente timida, in parte lavorandoci su riuscirà a far sì che la timidezza non le sia d'ostacolo. Almeno questo è quello che è successo a me e che mi auguro tanto per lei.

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    1. ecco quando dici che cerchi di aiutarla cosa intendi?

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  2. Io non so darti consigli, perché mi riconosco in ogni tua parola.
    La timidezza è la mia gabbia da sempre e, ancora oggi,non sono riuscita a trovare un lato positivo o la soluzione per sconfiggerla.
    Ci provo, ci provo spesso, ma quasi sempre lei vince e sghignazza.
    Ed io vorrei davvero liberarmene, alleggerirmi e sentirmi libera di essere me stessa, di chiedere, di esprimere un'opinione, di agire.
    Di fare tutte queste cose, senza il terrore di disturbare, di essere goffa, di essere giudicata, di avere le attenzioni addosso. Come sarebbe bello!
    Per ora, guardo la mia piccola di un anno che sembra essere tutto tranne che timida e mi ritrovo spesso a sperare che mantenga sempre questo suo modo di essere!
    Hai dato comunque un ottimo consiglio alla tua bimba...non è mai inutile spiegare, soprattutto ai piccoli, che anche la timidezza ha dei punti deboli e, quindi, si può sconfiggere:-)

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    1. sapevo che chi vive la timidezza avrebbe capito

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  3. io ho constatato che le cose, fatte per dovere, le ho sempre portate a termine. Così, quando mi sento titubante di fronte a qualcosa, mi immagine un capo tremendo che ho avuto, e che mi ordina di farlo. Effetto assicurato.

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    1. è un buon suggerimento per me ma per la piccola?

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  4. Io sono quella che sorride, annuisce ed arrossisce e spesso ha atteggiamenti da adolescente insicura invece che donna trentaquattrenne!
    Mai sentito parlare della rosacea? E' una "malattia" della pelle del viso che viene a chi arrossisce troppo (o beve molto ma no, direi di no ;)). Ecco, presente! Ce l'ho!
    Per fortuna mia figlia sembra di essere di pasta diversa ma vedremo!
    Non c'e' molto che si possa fare, e' caratteriale! Stima di se ed autocontrollo sono medicine eccezionali pero'....

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    1. Allora Devo aiutarla a coltivare stima ed autocontrollo. ma come si fa?

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  5. Prova a connotare positivamente ogni suo gesto di "non timidezza". Magari se chiede qualcosa dille "brava!" e in queste occasioni non nominare mai la timidezza.
    Anche rafforzare l'autostima nel senso di lodarla per le cose che fa bene... dicono che la connotazione positiva sia molto utile...
    Baci!

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    1. Grazie Elena
      a quello devo stare attenta, perchè lei si definisce già timida e per questo forse è colpa mia

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    2. Sei stata brava a verbalizzarle le tue emozioni. Segui il consiglio di Elena, ma prima fai pace con quella bimba timida dentro di te. Prova a pensare ai lati positivi della timidezza, ce ne sono, e in cosa ti aiutava l'essere timida.
      Ti abbraccio.

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    3. belli questi consigli ed osservazioni
      Prendo e porto a casa =)


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  6. che dolcezza la conversazione in macchina!

    io pure timiderrima (piuttosto la rinuncia, capisco bene..) sono contenta che Pistacchio sembri differente (per quanto 13 mesi possano cantare evidenza...). E però allo stesso tempo mi domando come sarà avere un figlio così diverso... bisognerà che recuperi punti s-timidezza ;)

    per quanto riguarda te alla scuola di circo... non fossi prigioniera della gastrò insisterei per venire a fotografarvi :)

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    1. il fatto di non essere immortalata un po' mi dispiace ;)

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    2. nuuuuuu
      vinci la timidezza e chiedi ad una mamma vicina...
      troppo tardi?.

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  7. Ciao, è la prima volta che vengo sul tuo blog.
    Non ti conosco bene, ma leggendoti si capisce che sei un po' timida. Vedo questi caratteri piccoli, tutti vicini...scrivi cose interessanti ma ti nascondi un po' :-)
    Dici che la moderna grafologia dovrebbe concentrarsi sui font?

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    1. Benvenuta
      non mi sorprende che la timidezza traspaia dal blog ma al font non avevo mai pensato ;)

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    2. Interessante osservazione!
      ma comunque a me il tuo blog piace tanto, e' pulito e mi da' serenita'.

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  8. Ehem, questo è nervo scoperto per me. A me è successa la stessa identica cosa della papola quando ero molto piccola. E' una cosa che però ancora ricordo molto bene. =\ E che mi ricorda anche quanto io sia cambiata, anche se in fondo, come sai anche tu, la timidezza ci accompagna per tutta la vita.

    Io non so molto di bambini, ma credo che ognuno abbia un suo carattere e una sua indole. Nel tempo, crescendo, gli equilibri si trovano, così come hai fatto tu o ho fatto io. Arriva il momento in cui ci si lancia. Capisco che un genitore che c'è già passato noti certi piccoli indizi e voglia evitare ai propri figli certi imbarazzi, ma questo tipo di cose purtroppo bisogna viverle da sè.

    Di solito, i bambini più educati sono timidi, perché hanno paura che i loro bisogni possano dare fastidio ai più grandi o agli altri. Magari potrebbe essere di aiuto fargli capire che invece le loro necessità sono molto importanti, al pari di quelle altrui, e basta esprimerle gentilmente per essere ascoltati. Che non ci deve essere timore in questo e che le persone sono persone, grandi o piccole che siano. ;-)

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    1. le loro necessità sono imporanti al pari di quelle altrui, questo lo terrò a mente e glielo farò presente spesso
      grazie :D

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  9. Ho convissuto con la timidezza fin da bambina, soprattutto con quell'ansia che ti attanaglia lo stomaco quando l'attenzione è concentrata su di te e tu devi parlare. E' una sensazione mortificante che chi non è timido non può capire fino in fondo. Piano piano i cambi di città, il lavoro, gli avvenimenti l'hanno smorzata in certi aspetti, ma è sempre rimasto quel terrore di parlare se si era insieme a più di tre, quattro persone. Quanta amarezza quando avrei voluto dire la mia opinione, quando sarei voluta essere comunicativa come gli altri..
    Una cosa ti posso dire: più le persone me lo facevano notare o mi invitavano a intervenire perché a conoscenza del mio problema, e più io mi bloccavo. Quindi forse sarebbe meglio far sì che la tua bimba non pensi troppo a questo lato del suo carattere. Anche perché chi è timido un po' lo resta sempre per tutta la vita. Io personalmente la svolta l'ho avuta quando sono diventata mamma a migliaia di chilometri da famiglia e amici. Allora la comunicazione ed il confronto è diventata una necessità così impellente da farmi abbattere tutti i muri da me creati. E così mi sono trovata a conversare nel mio pessimo inglese ad un ritrovo di donne incinte o appena diventate mamme di tutte le nazionalità, nessuna delle quali da me conosciuta precedentemente. Quasi come un appuntamento al buio! Al ritorno a casa quasi non ci credevo di averlo fatto davvero e lì ho capito che io ero cambiata e che la mia timidezza aveva finalmente allentato le sue briglie. Da allora, pur non potendo definirmi una persona estroversa, sono andata avanti su quel cammino, amo la socialità, esprimere la mia opinione, parlare con le persone. E sorrido con tenerezza al ricordo di quella bimba sempre "muta"...

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    1. anche io ero una bambina sempre muta ;)per fortuna la vita spesso ti mette di fronte a situazioni che ti obbligano a vincere molti indugi, l'espatrio più di tutti

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  10. ciao! leggo per le prima volta oggi il tuo blog, mi piace quello che scrivi e mi immedesimo in tante cose. anche io non vivo in italia (ma a zurigo), anche io ho due bimbe, di 1.5 e 3.5, credo le tue siano più grandi...ma più o meno. e la mia grande anche è molto timida. ma al contrario io sono sempre stata molto estroversa, quindi fatico a capirla. tipo se la farmacista le da una caramella di zucchero d'uva lei non è MAI riuscita né a chiederlo direttamente (lo chiede a me) ne a ringraziare. ogni volta io le chiedo "ora puoi dire grazie?" e ogni volta lei abbassa lo sguardo. non è maleducazione, ma timidezza. e cerco di non insistere, ma di proporlo ogni volta. prima o poi lo dirà. intanto le farmaciste hanno imparato a conoscerla ;) comunque, questo era solo un aneddoto, ci sono mille altre cose. ma per ora non riesco tanto ad aggiornare il blog, dato che le nostre notti sono ancora tormentate e le giornate indaffarate e stanche! ah e anche io ho pensato di portare la grande alla scuola di circo, ma per ora fanno un corso di musica e movimento tutte e due insieme, quindi meglio per me!
    un abbraccio e verrò a leggerti di nuovo!

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