Un Mercoledi Francese tra Essere e Apparire

Ieri è stata una giornata particolare, un mercoledi francese.
Il mercoledi in Francia non si va a scuola e di solito trascorro la giornata barcamenandomi tra le due papole, tra docce, shampoo, pranzi e compagnia bella.
Ieri invece P.Piccola è andata al Nido, quindi la sveglia è suonata molto presto e io e P.Grande ci siamo ritrovate da sole con tutta la mattinata davanti.
E' stata una bella giornata, abbiamo giocato ma soprattutto l'ho osservata a lungo.
L'ho osservata mentre:
  • sceglieva il vestito rosa con i gattini, si metteva la sua mollettina di Hallo Kitty e le ho sorriso quando mi ha detto: mi troveranno sicuramente molto bella 
  • sceglieva i colori per giocare ai sabbiarelli e quando mi ha chiesto se il suo disegno mi sembrava ben riuscito le ho risposto che non poteva scegliere colori più belli
  • sceglieva e metteva insieme perlina su perlina per creare la sua nuova collana 
Nel pomeriggio siamo andate all'ecole de cirque, non voleva togliere il suo vestito con i gattini alla fine l'ho convinta ad indossare i pantaloni della tuta. Per mia fortuna c'era qualche brillantino sulla tasca che mi ha aiutato a convincerla che per fare gli esercizi sarebbe stata più comoda ma che avrebbe brillato anche un po'.
Ieri, quasi come se sapesse della nostra giornata speciale a due, S. ,l'insegnante del circo, mi ha permesso di assistere alla lezione.
L'ho osservata da vicino ed era felice perchè non solo l'avevo accompagnata ma ero lì a guardarla. Ha continuato a sorridermi, a mandarmi baci, a dirmi ti amo tanto, a cercare il mio sguardo e la mia mano. Vederla così felice mi ha fatto capire che troppo spesso sono lì ma non ci sono del tutto, mi affido alla sua autonomia nel giocare, al fatto che non mi chieda così spesso di giocare con lei e che abbia trovato in P.Piccola una compagna di giochi e litigi. Invece avere la mamma tutta per sé l'ha resa più felice del solito.
L'ho osservata allegra ma anche timida, avrei voluto correre da lei e liberarla da quel velo di disagio che per me è spesso un pesante fardello,  che mi ha spinto, a fase alterne: ad amologarmi per passare inosservata oppure ad uscire dagli schemi per dimostrare di essere diversa.
Vorrei che lei non subisse la sorpresa nello scoprire quanto l'idea che a volte le persone si fanno di te sia distante da ciò che realmente sei.
Durante tutta questa splendida giornata ho avuto in mente una frase letta nel tema del mese del Blogstorming: Educare a coltivare l’immagine di se stessi, a conservare il proprio apparire in modo che assomigli sempre all’essere, è una sfida educativa essenziale.
Credo che la stamperò e l'attaccherò alle mura di casa.
E' decisamente una sfida non facile perchè ciò che separa l'essere dal solo apparire non è solo ciò che indossi. Per me è  importante trasmettere alle mie figlie la convinzione che la persona che sei non la fa di certo la firma che indossi piuttosto ciò che indossi puo' essere un mezzo per sentirsi a proprio agio e per esprimere se stessi ma di certo indossare un capo firmato non ti renderà migliore. Voglio insegnare loro che il canone di bellezza è soggettivo e non oggettivo, ciò che  racconta  davvero quello che sei sono: i tuoi pensieri, le cose che ami, le passioni che coltivi, tutte quelle parti di te che si alternano e che ti delineano.
L'obiettivo mi è dunque chiaro, credo di essere ben preparata e piuttosto convinta sulla teoria ma nella pratica?
Quanto si è liberi di esprimere tutto  ciò?
Quanti limiti esistono nelle convenzioni? Quanti condizionamenti subiamo dal contesto che ci circonda?
Quanto influisce il carattere di una persona?
Quello che vorrei più di tutto trasmettere alle mie figlie è la capacità di sentirsi a proprio agio nelle proprie scarpe ma allo stesso tempo la capacità di trovare la giusta apertura per essere se stessi, per essere sinceri ma non vulnerabili. Probabilmente dovrò trasmettere loro Autostima, come farlo ancora non lo so.
Ieri in macchina verso casa P.Grande mi ha detto:
Mamma, S. (l'insegnante di circo) è proprio Bello perché fa un sacco di sorrisi. 
Ho sorriso anche io  perchè almeno l'equazione sorriso  e bellezza sono riuscita a trasmettergliela.


Questo post partecipa al Blogstorming







15 commenti:

  1. Secondo me l'equazione sorriso e bellezza gliel'hai insegnata tu, con il tuo di sorriso!

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  2. Personalmente non amo particolarmente gli abiti firmati. Preferisco le nuove tendenze. Quelli li lascio a chi ha bisogno di un altro nome per sentirsi qualcuno. Quindi ESSERE sempre e comunque. Tu questo glielo insegni già perfettamente! :)

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    1. D'accordo con te, io a volte delle tendenze neanche me ne accorgo ma vivo benissimo lo stesso.

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  3. Un post bellissimo. Davvero bellissimo. Viva la bellezza dei sorrisi...

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  4. mi hai fatto riflettere sul fatto che quello che voglio trasmettere-insegnare alla mia piccola non sempre corrisponde a quello che trasmetto-insegno. Mi eserciterò di più...grazie! :-)

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  5. molto interessante e difficile questo tema

    "Vorrei che lei non subisse la sorpresa nello scoprire quanto l'idea che a volte le persone si fanno di te sia distante da ciò che realmente sei."

    mi piace come hai centrato questo punto, apparire è talmente una cosa soggettiva, che è importante imparare a non prendere *troppo* sul serio quel che pensano gli altri. Io è quel troppo che io mi dovrò risolvere come educatrice. Vegliare he l'Autostima non sconfini nell'arroganza e che il rispetto per gli altri non diventi sottomissione.

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    1. anche per me l'autostima è una grande sfida educativa proprio perchè è ancora una questione, per me, non del tutto risolta

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  6. Mi è piaciuto molto. ps.: non sapevo che il mercoledì non si andava a scuola... e al sabato?

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    1. Grazie.
      Non solo il mercoledi ma anche il sabato, almeno per i piccoli.

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  7. Bel post! La bellezza delle tue parole mi ha fatto sorridere, l'equazione è giustissima!
    Domanda: perchè il mercoledì in Francia non si va a scuola? Dal 15 al 18 febbraio sarò a Parigi, sarebbe bello incontrarsi.
    Buona domenica
    Adriana

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    1. GRazie:DD
      il perchè non lo so di preciso, credo per una questione di ore lavorative settimanali (qui 36 anzichè 40) ma non ne sono certa, nessuno fino ad ora mi ha dato una risposta esaustiva, solo "è così da sempre!"
      Mi farebbe piacere vederti ma dovresti spostarti un pò più a Sud,noi siamo a Montpellier

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  8. Questo post mi tocca nel profondo, ora anche io comincio a farmi tante domande e tu mi hai aiutata a riflettere, grazie. E sai, io resto convinta di una cosa: che sia l'esempio, quel che sei e come ti approcci alla vita, che valga più di mille insegnamenti. Lo dico perché avevo una mamma a cui vorrei assomigliare. La osservavo molto (dimentichiamo che i figli ci osservano anche loro e ci imitano) e mi ha insegnato così tanto. Mi è rimasto impresso dentro quel che era, i suoi valori, quel che per lei contava nella vita, la sua capacità di dar valore e godere delle piccole cose, l'importanza di far sentire amati gli altri. La gioia di vivere. Eppure ti assicuro nn ricordo grandi discorsi educativi. Era lei, quel che faceva, l'energia che emanava quando le stavi accanto, come guardava al mondo, le cose che diceva. Ciò che era, la sua essenza. E io spero di riuscire a fare altrettanto. Osmosi? :*

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  9. Nina cara ne sono convinta profondamente anche io ma la cosa non mi spaventa meno anzi. Troppo spesso ho puara di non essere un buon esempio ma forse ache accettare i propri difetti può essere qualcosa da trasmettere per osmosi.
    PS. Comunque vista la persona che ho imparato a conoscere la tua mamma doveva essere decisamente una bella mamma

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