Le cose da maschi e da femmine.

Ho letto questo articolo di Aldo Busi e mi ha colpito molto, si parla di un bambino che, cito  testualmente, un giorno vuole andare a scuola vestito da uomo e un giorno vestito da donna, E voi?, sottintendendo, e voi genitori?, Niente, abbiamo dovuto fargli due guardaroba. 

Di fronte a questa frase ho sorriso pensando, da subito, che fosse la cosa più giusta.
Poi sono andata avanti e cito ancora: 

 E ti dirò di più: un giorno è vestito da bambina con la gonna scozzese e vuole giocare a calcio ed è un capocannoniere da paura, quando è vestito da maschio magari pettina la bambola o le amichette e sembra il più consumato dei parrucchieri di via Montenapoleone, da maschio è maschio al massimo grado e da femmina è squisitamente femminile, in modo naturale, non è un bambino effeminato e non presenta il minimo sintomo di dissociazione, si cambia d’abito indifferentemente come parla inglese, italiano o ebraico.

Ecco io ho trovato strepitoso il modo in cui questi due genitori siano riusciti a rispondere alle esigenze del proprio figlio non facendosi condizionare da null' altro.
Ma allo stesso tempo mi sono chiesta, io ne sarei capace? Non lo so. 
Per ora il problema si pone solo per i giocattoli. Noi lasciamo a papolagrande una discreta libertà di scelta nei giochi, difatti lei predilige i cosiddetti giochi da maschio. Casa nostra è una succursale di Jurassic Park, in alternativa lasciamo spazio al Garage di Cars. Gli unici giocattoli che non sono ammessi sono le armi. Ma, nonostante i buoni propositi, ancora qualche volta si cade nella trappola instintiva del questo è da maschietti oppure da femminucce nel modo più sbagliato possibile ovvero con l'obiettivo di dissuadere velocemente papolagrande da un acquisto poco gradito ma per altri motivi, vedi la scarsa qualità oppure l'alto prezzo. Ieri sera l'ultimo episodio, di fronte ad un giocattolo davvero brutto e costoso (questo) la prima risposta è stata: no, lascia stare è un giocattolo da maschi. PapolaGrande ha risposto: lo so che i Dinosauri sono da maschi ma a me piacciono. Allora consci dell'errore abbiamo cercato di aggiustare il tiro ma non so con quale efficacia. Credo, a posteriori, che la risposta giusta fosse la verità ovvero il giocattolo è di cattiva qualità e, soprattutto, molto costoso, anche solo per coerenza visto che l'acquisto di Dinosauri non è mai stato negato.
Dai racconti di papolagrande si evince che questa distinzione venga rimarcata spesso tra bambini mentre  la scuola credo abbia un buon approccio. Mi è capitato molto spesso di vedere maschietti  con il grembiule giocare con la cucina piuttosto che con le bambole. 
Poi ho letto questo articolo  in cui si evidenzia come in Svezia la più grande catena di negozi per giocattoli è stata obbligata dalla legge ad applicare la neutralità di genere ai propri prodotti.
Forse è questa la strada, sicuramente cercherò di tenere a mente la frase del papà dell'articolo di Aldo Busi che cito testualmente: Non ci vuole poi molto a essere dei bravi pedagoghi: invece di strappare i suoni che vuoi tu, col rischio di avere in risposta le urla sincopate di una bestiola in gabbia, resti in ascolto dell’umanità per come è ed è fatta.

 Adesso ditemi la vostra, che ne pensate? come vi comportate con i vostri figli?



Questo post partecipa al Blogtank di Donna Moderna









24 commenti:

  1. Sui giochi nessun problema. I miei tre sono maschi e femmine per cui giocano tutti con le bambole, con i dinosauri, con la cucinetta, con le macchinine. Sulle armi non ho messo un veto anche perché difficile non farli appassionare ai pirati, agli indiani e nei classici di Walt Disney o nei libretti sono sempre "equipaggiati" ... ma c'è modo e modo anche di farli giocare con questi oggetti e bisogna stare attenti!
    Sulle attività sportive idem. Il mio grande fa hockey e ballet ... e quindi ce n'è per tutti i gusti!
    Sui vestiti davvero farei fatica. Giochiamo con le collane e i braccialetti tutti quanti, talvolta si son fatti fare le codine anche i maschietti. Ma non credo sarei in grado di andare oltre. Mia debolezza o ignoranza? Non lo so...

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  2. anche a me piace evitare la differenza di genere, ma mi rendo conto di essere ormai condizionata nel profondo da una serie di automatismi subconsci ('mmazza, che frasona, eh?).
    Alla Pupattola finora ho cercato di comprare solo costruzioni e pennarelli, ma per il compleanno è atterrata in casa nostra una Barbie. A me si è ghiacciato il sangue (oddio, lo stereotipo dell'abuso della figura femminile per eccellenza!) ma a lei è piaciuta. Così come del resto le piacciono i pirati e - grazie ad una certa madre che legge un certo blog di una certa expat - i dinosauri. E i mostri, e i gormiti con cui gioca il cugino grande, e i bambolotti, e un sacco di altra roba di tutti i tipi.
    Spero di riuscire a continuare ad ascoltare, come dice il padre del tuo articolo, senza pregiudizi.

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  3. Direi che la mia gioca indiscriminatamente con le bambole o con i trenini anche se ammetto che per natale vorrei comprarle la casa di legno delle bambole ma forse piu' per lei che per me!! i suoi amichetti maschi spesso vano in giro con il passeggino delle bambole e spero che Bibi e Bibo fra non molto possano giocare insieme a quello che vogliono.
    La verita' pero' e' che non credo sarei stata in grado di creare il "secondo guardaroba" per mio figlio/a e non credo che l'avrei fatto andare a scuola con la gonna scozzese....forse per paura che i compagni possano prenderlo in giro....

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  4. D. ha e gioca con cucina, bambolotto, ferro da stiro, trattori, costruzioni .... me ne sono sempre fregata dei commenti, anche della suocera e ho fatto da apripista per altre mamme di maschietti.
    Però anche io farei fatica con un abbigliamento femminile che vada al di là del giocare ai travestimenti, è un mio limite.

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  5. Sono d'accordo con te, non bisognerebbe "instradarli" troppo, però è anche naturale avere la tentazione...ti dirò che a me la foto del catalogo svedese, quella con la bambina con il fucile giocattolo in mano, fa un po' impressione...preferisco di gran lunga una Barbie, anche se tutta rosa e fucsia...La realtà è che poi alla fine siamo sempre noi genitori che dobbiamo mediare, sia che una bimba giochi solo con giocattoli da femmine, sia che voglia fucili, mitra e dinosauri. E' un lavoro costante, non c'è mai sosta! :)

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  6. Avevo letto che fino ai 7 anni circa non dovrebbe esserci distinzione tra giochi da maschio e da femmina, perchè per lo più i bambini imitano gli adulti. quindi se vedono la mamma cucinare è normale che un maschietto voglia giocare con la cucina. Io penso però che non riuscirei a essere così "aperta di mente" come i genitori in quell'articolo.

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  7. l'unico episodio che posso citare è che ho tagliato i capelli alle bambine, diciamo piuttosto corti.
    la grande, 6 anni quasi sette, che dapprima era felice di tagliarli, ha poi cambiato idea, dicendo, tra l'altro, che i capelli corti sono da maschio.
    e la media, 5 anni, avendo incontrato un uomo con i capelli lunghi (ben oltre le spalle) l'ha indicato dicendo Ma non è un maschio, ha i capelli lunghi!
    anche per i vestiti devo lottare per far mettere loro dei pantaloni "da maschio".

    questo senza che io né mio marito abbiamo mai fatto distinzione in tal senso!
    forse per certi argomenti subiscono il condizionamento del mondo fuori, guardano cosa succede e si convincono di ciò che loro stesse preferiscono...

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  8. oddio che domanda difficile
    Intanto mi complimento con i genitori che hanno comprato due generi di vestiti diversi al bambino, ammetto che forse non ne sarei capace.
    per quanto riguarda i giochi in casa nostra non ci sono regole e ci stanno dalle macchine alle bambole, ma ammetto che loro hanno sempre scelto da soli con cosa giocare.
    Questo è un tema a cui io tengo molto e ho davvero paura sbagliare lo sai. Cerco di fare quello che mi sembra più giusto, e sicuramente loro verranno cresciuti con il massimo della tolleranza, del rispetto e dell'apertura mentale.

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  9. Io cerco di non passare il concetto che ci sono giochi da maschio e giochi da femmina ma è veramente difficile quando tutti intorno a te dicono il contrario… Da noi le macchinine vanno per la maggiore, ma abbiamo anche due bambole con cui giocano a fare le mamme e i papà e una cucina giocattolo. Non abbiamo armi ma dei cartoni arrotolati che diventano, all’occorrenza, spade, fucili o pistole.
    Sui vestiti, invece, ti confesso che farei decisamente un po’ più di fatica. E’ capitato, all’asilo nido, che chiedessero i codini perché li avevano visti alla cuginetta e sono andati così a scuola. Se me lo chiedessero ora, però, avrei più difficoltà, così come sui vestiti in generale…

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  10. Credo che nelle case in cui convivono fratelli e sorelle sia più facile e naturale la contaminazione dei giochi forse meno quella dei vestiti. Avendo io solo figlie femmine l'acquisto del gioco "da maschio" nasce solo da una espressa richiesta di mia figlia.
    Mi sembra che siamo tutte più o meno allineate, cerchiamo di scrollarci di dosso tanti paradigmi mentali che hanno probabilmente caratterizzato la nostra infanzia, cerchiamo di dare ai nostri figli un'apertura mentale il più aperte possibile ma allo stesso tempo riconosciamo forse il limite dovuto al dubbio di riuscire ad andare oltre, di abbattere ogni barriere come i genitori dell'articolo di Busi. Grazie a tutte per aver lasciato un commento, l'argomento mi sta a cuore ed il confronto è sempre cosa utile.

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  11. Premesso che Siegmund i suoi giochi li ignora sistematicamente per dedicarsi a mobili, scarpe, scatoloni vuoti etc. etc., ho notato che qua, anche al PreAsilo, la cucina giocattolo non è destinata solo alle bambine ma a tutti. Quando sta lì lo trovo a schiccherare amabilmente coi suoi amichetti, e nessuno dice: "ah, ma che fai? Non lo sai che la teiera con le tazzine è un gioco da femmine?". Per la scopa giocattolo, poi, va letteralmente matto (anche per l'aspirapolvere vero).
    Boh, non so, forse qua in Germania il problema non si pone come in Italia o altri Paesi.

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  12. mi piacerebbe dire che non ci sono distinzioni di genere tra maschi e femmine, ma dopo un maschio e due femmine non ne sono mica tanto sicura. Il primo, maschio, è stato cresciuto con macchinine e bambole, trattori e cucine, magliette rosa e pantaloni blu. Però nel passeggino ci ha sempre messo la palla. Con le bambole ci ha giocato a calcio. La femmina è arrivata in un un parco giochi che le offriva di tutto, ma ha sempre scelto la bambola e il vestito da principessa. L'ultima arrivata fa brum brum con le macchinie ma poi ci mette subito sopra una Barbie che viene poi cullata e messa a letto. Quindi forse una differenza di genere innata c'è e forse non è neanche un male. Bisogna regalare la scopa al bambino che la chiede, la ruspa alla bambina che la vuole, ma non bisogna neanche scandalizzarsi se il bambino sceglie il camion dei pompieri e la bambina una coroncina. Perchè spesso poi quando si affrontano certi argomenti si tende ad esagerare per un ideale puro che forse tanto sano poi non è.

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  13. Per me il vestito e' solo il simbolo di un messaggio educativo / pedagogico molto bello .....educare e' lasciar fare......mi sembra invece che viviamo in un mondo diverso..cia'

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    1. Ovviamente concordo con Alfonso ;-) ...
      il punto secondo me non è il giocattolo o il vestito scelto piuttosto la volontà o meno di seguire ed assecondare i desideri e la naturale curiosità dei nostri bambini..

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    2. Princio assolutamente condivisibile e facile da sposare come principio in sè ma poi nella realtà le declinazioni possibili credo siano differenti. Per alcune cose (come i giocattoli) risulta assai più semplice assecondare i desideri dei figli mentre per altre (vedi lasciar andare un bimbo a scuola con la gonna scozzese) credo sia più difficile trovare un genitore che sia in grado di offrire un doppio guardaroba.

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  14. Ciao!!! Mi piace molto questo blog, complimenti!!!

    a presto!!!

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  15. Per ora il mio bambino di pongo, che ha due anni e mezzo, a casa ha solo giochi "maschili", ma quando "improvvisa" mettendo da parte i giochi materiali, indossa i panni del cuoco, del cameriere, del parrucchiere...
    Non nascondo il fatto che spesso ho pensato di prendere un set di pentoline.
    Un giorno, in una profumeria, era talmente attratto dagli ombretti, ho trovato l'alternativa, e gli ho colorato praticamente un braccio intero coi tester; ma ammetto che quando vorrebbe mettere lo smalto sulle unghie le rare volte che lo faccio io, dico la fatidica frase "solo le femmine lo mettono".
    Non mi ritengo una mamma maniaca della differenza dei sessi, ma mi rendo conto di non essere totalmente linda.
    A settimane in casa arriverà una bimba. Mano a mano che crescerà vedremo se cambierò idea!
    Anche se non capisco perché per molti è meno "traumatico" vedere una bimba giocare con giocattoli da maschi piuttosto del contrario!

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    1. è vero, un bimbo che gioca con giochi "femminili" desta spesso più reazioni come se ci fosse qualcosa di cui aver paura

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  16. ognuno guarda quell'articolo con le paure proprie, ma il bello non è il fatto che i genitori lo lascino vestire da donna, ma che lo fanno come educatori. cioè il loro modello educativo è molto sul lasciar fare. trovo legittimo aver paura che un proprio figlio si travesta, ma ciò che mi chiedo (non solo quando si traveste )è dove mi devo fermare? lo lascio fare e che gli dico? come chiede Robertino di ricomincio da tre a Gaetano " tu lo sai qual'è il limite?" ciao

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    1. Individuarlo quel limite non è cosa semplice bisogna avere la mente decisamente sgombra da pregiudizi e non è facile per niente anche quando ci si sente convinti e pronti ad un modello educativo in tal senso

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  17. io sono pedagogicamente per il lasciar fare, poi mi rendo conto che all'atto pratico mi perdo in una serie di regole e imposizioni che trovano radice solo nella mia consapevolezza adulta. quindi la difficoltà a lasciar fare è proprio intrinseca alla nostra stessa natura. una cosa di cui mi rendo conto in maniera evidente è che il problema di genere ce l'hanno i genitori di maschi. perché una femmina che gioca con le ruspe è tollerata, a volte guardata con simpatia, un maschio che gioca con le bambole o si veste da fatina no. è su questo modello culturale che bisogna lavorare, e trovo molto illuminante e coraggioso l'approccio di questi due genitori. il modello da seguire è certamente la svezia, ma è difficile se non impossibile in un paese dalla mentalità retrogada ancora fermo ai dogmi dell'antico testamento. la mentalità bisogna cambiarla da dentro.

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  18. Il limite vero credo sia la protezione. Quando a tre anni mio figlio, quello che aveva passeggini e cucina, voleva delle scarpe con farfalle e paillettes...ecco lì ho posto un limite, ma solo perché ormai andava all'asilo, era tra i più piccoli e i bambini sanno essere cattivi. Ecco cosa mi ha colpito di più, non tanto che i genitori gli avessero fatto un doppio guardaroba, ma che glielo lasciassero portare a scuola, dandolo in pasto agli squali

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  19. Sono d'accordo con Benedetta, per le femminucce al massimo si annuisce sorridendo "è un maschiaccio" per i maschietti c'è sempre una sorta di paura, paura di cosa, poi? Un brutto retaggio che forse solo superando certi limiti si potrà abbattere ma allo stesso tempo capisco bene anche l'istinto di protezione di cui parla Patamaga perchè lasciare andare un bimbo a scuola con le paillettes implica anche che abbia gli strumenti per difendersi. Io confesso che non saprei che fare.

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