Befana o Babbo Natale. Tradizione e Memoria.

Io ho avuto una relazione instabile con il Natale e con tutto ciò che gli ruota intorno. La magia dell'infanzia, il rifiuto totale di ogni forma di festeggiamento per l'eccessivo dolore dei miei 20 anni, la gioia attuale di riscoprire le piccole cose che donano un'atmosfera calda e sorridente fatta di addobbi ma soprattutto di luci e pacchetti colorati.
Avendo amato, odiato e  poi riamato il Natale non c'è una tradizione in particolare che io abbia ereditato dall'infanzia se non quella di cercare di creare un'atmosfera magica per i bambini anche se con modalità diverse.
Il rito dell'Albero di Natale: palle, luci, fiocchetti e pacchetti, un insieme di colori e luci ipnotizzanti, per me allora, per le papole adesso. Adoravo il momento in cui tutto era pronto e si spegneva la luce per ammirare il lavoro fatto, un piccolo rito che ripropongo anche adesso alle mie bimbe.
Quando  avevo l'età delle mie papole Babbo Natale era una figura un pò in disuso decisamente surclassato dalle collega anzianotta, bruttarella, mal vestita e armata di scopa che veniva di notte con le scarpe tutte rotte a portar doni o carbone zuccherato a seconda della condotta tenuta fino a quel momento. Ricordo la tazza di latte con i biscotti lasciati sul tavolo per rifocillare le vecchina indaffarata e lo stupore di ritrovarla l'indomani vuota. Il timore di non lasciarsi trovare svegli perchè si narrava che, qualora la vecchina non ti trovasse tra le braccia di morfeo, non avrebbe lasciato nessun dono. Io e mia sorella spesso fingevamo di dormire nascoste sotto le coperte ed una volta avrei anche giurato di aver intravisto il profilo pronunciato della Befana di turno quel 6 gennaio di tanti anni fa. Per non parlare dell'eccitazione del mattino, quando, ancora in dormiveglia, muovendo i piedi sotto le coperte, sentivo quel rumore inequivocabile di pacchetti incartati adagiati sul letto.
Oggi la vecchina è passata di moda e le mie papole attendono ansiose l'arrivo di Babbo Natale, hanno imparato a riconoscere questa figura grassoccia, rossa in viso e occhialuta  spesso accompagnata da renne cornute ma a cui riconoscono quel qualcosa di magico che tutto può . Abbiamo scritto la letterina, l'abbiamo imbucata e adesso aspettano la notte del 24 dicembre cercando di comportarsi bene.


Mi rendo conto che nel mio caso c'è ben poco di tradizione intesa come appartenenza o sentimento religioso piuttosto una tradizione familiare volta a far vivere ai bambini un'amosfera che abbia un tocco di magia. Qui in Francia la Befana non sanno neanche che cosa sia ma in compenso incontriamo un Pere Noel ad ogni angolo, l'atmosfera non è poi tanto diversa e io tengo molto a far vivere alle mia figlie quell'emozione tangibile che solo un pizzico di magia può donare e che si trasformerà in un dolce ricordo quando avranno la mia età.
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3 commenti:

  1. Anche io ero pro befana

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  2. Vivere il natale da bambini è davvero qualcosa di magico...aaah che bei ricordi!
    Quando ero piccola io, a casa mia passavano sia Befana che Babbo Natale solo che la vecchina in genere portava solo dolcetti invece il signore dalla barba bianca lasciava pacchi e pacchetti sotto l'albero... inutile dire che lui era il più atteso! :)

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  3. Qualsiasi siano le tue tradizioni, passa un bel Natale.
    Auguri!
    Grazia

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