Di quella volta in cui ho recuperato un Ricordo

Il fatto che io sia di natura pigra al limite dell'indolenza credo che ormai si sia capito, sono quella per cui  tutto è procastinabile al limite della nullafacenza. Ciò premesso non vi sembrerà poi del tutto bizzarro il fatto che io abbia finito la Scuola di Francese a Luglio ma il mio quadernone da scolaretta giaceva ancora lì sulla scrivania esattamente così come si presentava l'ultimo giorno sui banchi. Inutile dire che i buoni propositi prevedevano che mettessi in ordine tutto il materiale raccolto durante i tre mesi di scuola e che magari gli dessi anche una letta per ripassare visto che qualche pezzo lo sto già perdendo.
Comunque oggi, a distanza di tre mesi, ho preso coraggio e scartoffie e ho messo in ordine. Per alcuni di queste mi sono tornati in mente dei momenti precisi e piacevoli trascorsi in classe, sono saltati fuori i primi tres bien, i punti sulle i che puntualmente dimenticavo e che puntualmente le professeur mi correggeva [adesso non li dimentico più ] un disegno di una margherita con il relativo m'ama non m'ama  ( tra l'altro in francese mi piace anche di più, fa più o meno così:  Je t’aime un peu, beaucoup, à la folie, pas du tout).
Ho riordinato i fogli di grammatica, di vocabolario, gli esercizi, le valutazioni del giovedì con tanto di voto e poi alcuni testi assegnati per esercitarci su quanto appena studiato. Tra questi ultimi è venuto fuori il seguente testo: un ricordo di infanzia che prevedeva l'utilizzo di una certa forma grammaticale.
Me lo sono riletto e mi sono immersa in un ricordo  che evidentemente mi portavo dietro da tempo, era frammentato, ma è riemerso e si è ricomposto solo grazie ad un esercizio di grammatica. Lo scrivo qui perchè oltre ad essere pigra sono anche distratta e disorganizzata e il mio quadernone, da qui a qualche tempo, potrebbe fare una qualsiasi fine mentre il ricordo che custodisce voglio tenermelo stretto.

Quando era bambina amavo molto trascorrere molto tempo in compagnia di mio nonno. 
Lui lavorava molte ore al giorno nel suo studio dove spesso lo raggiungevo dopo la Scuola e ci rimanevo fino a sera. Amavo tenergli compagnia mentre scriveva i suoi articoli e mi piaceva leggerne molti, mi sentivo importante quando mi cedeva la matita rossa e mi affidava il ruolo ambito di correttore di bozze per scovarne tutti gli errori. Quando la sua piccola rivista era pronta, lo accompagnavo in tipografia, ne ho un ricordo forte e chiaro: il rumore forte, i grossi macchinari neri e l'odore della carta appena stampata, li vedo e li sento come se fosse ieri. Quando, alla fine, tutte le copie erano pronte e stampate, andavamo insieme all'ufficio postale, ci andavamo rigorosamente a piedi, con i pacchi sotto il braccio per inviarne una copia a ciascun abbonato.

Il testo è semplice, quasi un insieme di pensierini, come un tema di terza elementare ma l'ho lasciato così come era stato pensato in Francese, in questo modo ho la sensazione che uno dei miei ricordi d'infanzia più belli si sia ulteriormente arricchito di un pezzetto di questa incredibile esperienza francese.

Adesso scovatemi la regola grammaticale francese alla base del tema :-)

2 commenti:

  1. :D nessuno ha osato commentare per paura della regola :D
    Marion

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