La sindrome del rimuginatore (cit) [perchè gli amici sanno sempre cosa dire.]

Da qualche settimana sono teatro di una vera è propria guerriglia a colpi di palle di fuoco a scapito del mio povero stomaco e del mio altalenante umore. Settembre è ormai vicino, l'estate è volata e il punto interrogativo che vedo all'orizzonte è enorme e mi inquieta, non poco. Spesso associo la mia insofferenza alla noia ma è la prospettiva dell'inverno che mi da claustrofobia.
Questo primo anno francese è praticamente quasi arrivato a capolinea.
Sono passati, lentamente, i primi mesi: l'arrivo, l'adattamento, quello che per me è stato il periodo più duro. Poi c'è stata la boccata di ossigeno con la Scuola di Francese, la primavera, l'estate, le vacanze-non vacanze, ma adesso? Cosa mi aspetta? Non lo so.
Dopo un anno non posso vantare grandi amicizie in terra francese. Devo dire che un po' è anche colpa mia, mi affido sempre alla pelle per decidere se qualcuno mi piace o meno. Negli anni, la mia pelle ed io ci siamo sbagliati poche volte (ma buone) ma comunque sia, a volte, vorrei che fossimo un pò meno selettivi. In fondo non sarebbe neanche così difficile tra mamme. A volte ci ho anche provato, per poi nascondermi dietro l'evidente ma anche superabile difficoltà di comunicazione. La verità è che, se non trovo sintonia, io non collaboro, mi chiudo a riccio.
Un'altra verità è che mi sento stretta dentro il mio involucro di solo mamma, sarei anche un pò stanca di parlare solo ed esclusivamente di quando abbiamo tolto il pannolino, di cosa mangiano, di quanto e come dormono.
Mi è tornata in mente l'estate del 2009, P. Grande non aveva ancora un anno e una mamma incontrata in spiaggia mi disse qualcosa che non ricordo testualmente ma che suonava pù o meno così: tu adesso sei ancora mamma a 360 gradi, come in una bolla, stanca ma felice, ma arriverà un momento in cui vorrai riprenderti qualche grado di libertà.
All'epoca non capii di cosa stesse parlando, oggi la mia mente ha ripescato il messaggio, forse come appiglio a cui aggrapparmi per spiegare a me stessa tutto quello che mi frulla nella mente e nello stomaco.
Mi pesa la solitudine, mi pesa stare solo a casa, mi pesa la monotematicità, le giornate tutte uguali e non avere un progetto.
Voglio tornare a casa con la certezza di aver sfruttato al meglio l'esperienza francese.
In fondo saprei anche cosa fare ovvero cambiare prospettiva, settembre dovrebbe diventare un'opportunità, devo solo capire cosa farne. Ma al momento non lo so.
Ci vorrebbe un interesse oppure un talento da coltivare ma la verità è che ne sono sprovvista l'unica cosa che mi riesce bene è pensare troppo.

B.
La Rimuginatrice.
Baci assai.


ps se vi ho ammorbato con le mie elucubrazioni mentali è anche colpa di  Claudio e Simona perchè, come cantava qualcuno, gli amici sanno sempre cosa dire e, da lontano e inconsapevolmente, mi hanno aiutato a mettere insieme un paio di pezzi del puzzle della mia insofferenza.

15 commenti:

  1. Oh se ti capisco pur non essendo mamma!!! Ho vissuto questo momento pure io, credevo di impazzire perché non avevo interessi di nessun tipo e la mia vita irlandese mi stava facendo andare ai matti,
    poi ho scoperto questi charity shops dove ho iniziato a dare una mano 4 ore alla settimana: tutti pensavano lo facessi per chissà quale ragione umanitaria ma in realtà quella che ne aveva bisogno ero io ed ha funzionato. Io sono come te, mi chiudo a riccio e fondamentalmente mi interessa poco coltivare amicizie forzate ma quando mi sono presa degli spazi che avevo perso ho iniziato a guardare le cose da un'altra prospettiva.
    Guardati attorno!!!

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    1. Veru
      grazie sapere che non capita solo a me mi aiuta a dare la giusta dimensione a tutto. Tengo gli occhi aperti ;-D

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  2. Come ti capisco, anche io mi sento troppo stretta in quell'involucro.
    Poche amiche, anche credo per colpa mia, tutte mamme... e anche con chi non lo è diventa difficile non fare sempre i soliti discorsi, come se, per gli altri, con la mammitudine ci "riducessimo" solo a quello.
    Un abbraccio solidale!

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  3. Brava, bene, bis!
    Anch'io non sono solo la mamma di Siegmund, ho interessi precedenti al suo arrivo che riprendo adesso a coltivare. Uno non esclude gli altri. Basta con le etichette!

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    1. sapevo di poter contare sul tuo sostegno :-D

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  4. Gli amici servono sopratutto a mettere i pezzi insieme...sempre, comunque, da vicino e da lontanio..un bacio forte forte
    'il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi" M.Proust

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    1. Grazie Simo soprattutto per la citazione ;-)

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  5. Su pinterest ho scoperto un mondo di fai-da-te, trucchi per far da se cose che di solito si comprano, e mi sono ripromessa di dedicarmici x mettere alla prova un talento che forse forse c'è e per fare altro che non sia "la mamma".
    Ma soprattutto ho ricominciato a lavorare, e nonostante il senso di colpa di stare troppo poco con la P. La verita è che si sta molto meglio che a casa.

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    1. i sensi di colpa dovrebbero essere banditi per legge

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  6. Ecco, prendi il tuo stato d'animo, aggiungici anche che mi manca "l'identità di mamma", direi che ci siamo quasi. Facciamo il club delle rimuginatrici Pro? ;-)

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    1. Volentieri, c'era chi proponeva Rimuginatori Anonimi :-D

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  7. ti pare poco quello che stai facendo? la decisione di prendersi una pausa dal lavoro, il trasferimento, una nuova casa da avviare, una nuova lingua da imparare, il blog, nuovi incontri...direi di lasciar perdere l'insofferenza, gratificarsi per le cose riuscite, sfoderare un bel sorriso e programmare qualcosa di solo tuo.

    p.s. se vuoi ti mando un pò di slide da fare? ;)

    Bacioni grandi Paola

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  8. Ti scopro grazie a Robin :D. Quante siamo ad aver passato periodi così (io mi sono sentita una mucca da latte per un bel po'), però si può guarire!:-) Piano piano si può uscire dalla monotonia di pannolini, pappe, scarpine, aerosol etc.
    Bisogna beccare l'interesse giusto, afferrarlo e non mollarlo per un pò, spesso ci porta anche a conoscenze interessanti.
    In bocca al lupo

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