L'indignazione. L'Italia. L'amore per il proprio paese.

Lo so che parlo spesso della Scuola di Francese ma ultimamente mi offre molti spunti.
Le professeur è  una persona che da l'impressione di avere molti interessi, credo sia appassionato di storia e di geografia ma sono abbastanza certa abbia molto a cuore le tematiche sociali. Spesso le utilizza come spunti farci fare conversazione. Qualche settimana fa abbiamo parlato di Ecologia, oggi come tema del giorno ha scelto Il libro Indignes vous e il film Indignados. Per poi concludere con l'esercizio orale "per cosa vi indignate e perchè?"

Cosa mi sia venuto in mente è facilmente intuibile e lo riassumo velocemente, nell'ordine, mi indigno per:
  • la mancanza di rispetto del denaro pubblico che va sottobraccio con la corruzione. Perchè a me l'idea che il potere sia sinonimo di appropriazione e strafottenza proprio non mi va giù.
  • la mancanza di rispetto per l'intelligenza degli italiani. Perchè a me la storia della nipote di Mubarack proprio non mi va giù. Tanto meno il ritornello abusato "A mia insaputa". Magari tu riuscirai pure a derubarmi dei miei soldi ma non della mia intelligenza.
  • la mancanza di rispetto nei confronti delle donne da parte di alcuni esponenti politici italiani. Perchè la storia che alle donne piace mettersi in mostra ancora non l'ho mandata giù. Sarà pure che io non conosco nessuno che per vivere faccia gare di burlesque ma gradirei che non si parlasse di me, in quanto donna, prendendo ad esempio la Minetti.
  • la mancanza di indignazione da parte di molti perchè quella che vive oggi l'Italia non può essere la normalità.
Allo stesso tempo alla domanda se tu fossi un Paese, che paese saresti? Ho risposto l'Italia. Non riuscirei ad immaginarmi diversamente perchè amo l'Italia e quel che rappresenta, credo che gli italiani siano molto meglio di chi li rappresenta in questo momento. Ne sono convinta.

In classe, venendo tutti da paesi differenti, ci si mette a confronto ed è inevitabile parlare di stereotipi. La cosa mi diverte, mi piace essere italiana, mi piace giocare con gli stereotipi italiani.  Del resto è  vero: amo la cucina italiana, mangio molta pasta, mi piace la pizza e il gelato, gesticolo mentre parlo, bevo il caffè rigorosamente ristretto e sento la mancanza del bidet ma rispetto le regole e mi fermo quando il semaforo è rosso. Ma soprattutto non sopporto che alla parola Italia venga sempre associato Berlusconi e tutto quello che lui rappresenta.

Tutta questa filippica in realtà non so dove voglia arrivare, probabilmente da nessuna parte ma da quando sono qui, una Italiana all'Estero, sono animata da sentimenti forti: l'indignazione che a volte cede il passo alla rabbia per le condizioni in cui versa il mio paese, il sollievo di essere al di là delle Alpi e l'Amore forte per un paese di cui a volte vorrei essere più orgogliosa.


PS' Per finire una considerazione:  ma quanto è bella la parola INDIGNAZIONE? Soprattutto se fatta seguire dalla parola Azione.

PS" Da lunedi passo al livello B1 da una parte sono contenta perchè il mio francese migliora dall'altra mi dispiace perchè cambierò le professeur e credo che mi mancheranno i suoi spunti interessanti.

13 commenti:

  1. Coraggio, che tutto sommato la Francia è un Paese che somiglia molto al nostro - ed ha pure dei lati nascosti che me la rendono particolarmente cara. Presto leggerai Flaubert in originale e ne scoprirai alcuni anche tu.
    Gli italiani all'estero s'indignano più facilmente, perché non sono più anestetizzati. Non sentono tutti i giorni ripetere delle castronerie che poi finiscono per dare per scontate e, peggio ancora, normali. Dopo un po', però - almeno nel mio caso - scatta pure l'atarassia.

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    1. Chissà forse ci arriverò anche io un giorno.

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  2. mi piace leggere i tuoi post, svegliano la coscienza molto più di tanti quotidiani a cui, come dice brunhilde, ci si assuefà.

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  3. Consiglio a tutti gli indignati: guardate il documentario "Italy: love it or leave it" realizzato da due ragazzi italiani che percorrono la nostra penisola alla ricerca di un motivo per restare.

    Ne ho parlato anche sul mio blog proprio perchè secondo me meritano più visibilità. Come al solito il loro lavoro è molto apprezzato all'estero (è andato in onda su diverse emittenti straniere e al momento sono a giro negli states grazie al loro film-documetario). Qua in Italia nessuno sa chi siano! Una vergogna!

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    1. Maddalena hai ragione, io il documentario l'ho visto solo qui in Francia ed effettivamente è fatto molto bene meretirebbe un pò di visibilità in italia

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  4. "l'indignazione che a volte cede il passo alla rabbia per le condizioni in cui versa il mio paese, il sollievo di essere al di là delle Alpi e l'Amore forte per un paese di cui a volte vorrei essere più orgogliosa." Questa me la scolpisco in fronte.

    Il consiglio di Maddalena è ottimo. Conosco anche io il progetto e lo trovo molto interessante. ;-)

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  5. @maddalena
    @cappuccino e baguette: condivido anche io ho visto il documentario solo qui in Francia, è fatto molto bene e meriterebbe più visibilità in Italia

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  6. Sono sentimenti che provo e condivido pienamente.
    COngratulazioni per il livello B1!

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  7. Mi sentirò meno indignata solo quando a gente come la Minetti, la Carfagna, la Santanchè, la Brambilla, la Gelmini etc, toglieranno lo stipendio. Gente che mi fa salire la carogna. Non è indignazione, è proprio rabbia la mia. Perchè le loro bocche a canotto (che abbiamo contribuito a pagare), le loro voci così false ma ben scandite, sono un vero insulto.Quando le vedo, la sensazione che provo è quella di ricevere uno schiaffo. Uno schiaffo dopo l'altro. Sto ascoltando Travaglio da Fazio con Saviano e tutti gli altri ospiti. Questa trasmissione (allontanata dai vertici Rai a La 7) e il tuo post, mi fanno venire voglia di continuare a sperare. xxxx

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  8. Hai ragione Evelin la sensazione è proprio quella di ricevere uno schiaffo in pieno viso

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  9. Ah ma com'ero indignata io ieri quando quei pellegrini non si sono presentati al lavoro giusto perchè si decideva dei nostri soldini ai loro partituncoli.

    Scoperto questo blog oggi! =D Sarà che se non la chiamavo Zelda l'avrei chiamata Frida... mi hai calamitato qui. Ora curiosicchio in giro.

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