Mamma Expat incontra le Mamme Locali

Probabilmente è ancora presto per scrivere un post su come sono le mamme francesi e cosa ne penso. Siamo qui da un pochi mesi e le occasioni reali di interazioni sono state davvero poche. Di certo c'è da dire che non mi sono distinta nè per per fortuna nè per tempismo. Cominciamo con quella che vorrei presto dimenticare: La prima volta in ludoteca.
Arriviamo di venerdi mattina, al mio ingresso papolapiccola se la dormiva egregiamente, le addette alla ludoteca mi illustravano il funzionamento  mentre le mamme sedute al tavolino mi ignoravano bellamente. Mentre ero ancora indecisa se restare oppure  scappare via cogliendo il sonno della papola al volo mi sono accorta che le ruote del passeggino erano sporche di cacca di cane ('acci vostra che coprite con le foglie di albero ciò che dovreste raccogliere). Inutile dire che mi sono sottratta all'imbarazzo, ho pulito e sono scappata via sperando che il tempo cancelli presto il mio ricordo -quella che è entrata in ludoteca con la cacca di cane.
Io non credo che l'apparenza sia tutto ma di certo, all'inizio, non mi sono distinta per accuratezza neanche nell'immagine. Per un mese, in attesa di ritrovare il mio guardaroba, ho vagato in jeans e scarpe da ginnastica, senza trucco, con la coda di cavallo e con l'aria stravolta al punto che in molti avranno pensato che lo stile e la moda made in Italy siano solo un'invenzione dei media.
Tuttavia alla prima giornata di sole, colta dall'entusiasmo di aver trovato un paio di stivali con il tacco, mi acconcio alla meglio e porto le papole a fare una passeggiata. Ci imbattiamo in un parchetto con le tanto amate altalene, ci fermiamo e scopro che il parchetto è fatto di quegli orribili sassolini bianchi la cui polvere te la stacchi dai vestiti solo dopo un numero infinito di lavatrici. Mentre cerco di mantenere un equilibrio tra i tacchi, i sassolini, le papole e gli smadonnamenti vari per aver rovinato un paio di
stivali nuovi, arrivano LORO, le ALTRE MAMME. E' evidente che, chi di dovere, ha dimenticato di fornire loro il dono del saluto e del sorriso. Quella che era una sensazione è diventata certezza quando, andando via, ho alzato lo sguardo per un attimo, erano lì, come tre ciucciuettole* imbalsamate, con lo sguardo di chi sta acidamente commentando con tanto di risata sguaiata e cafona.
Da allora ho cercato un altro parco, dove vado rigorosamente in scarpe da ginnastica e  dove ci siamo godute le altalene in solitudine.



Anche Il primo impatto con la ecole maternelle è stato piuttosto freddino. Arrivare nel bel mezzo dell'anno scolastico in una scuola materna del petite village è stato come entrare in una stanza silenziosa con una orchestra di campane. Mamma e Figlie, quelle straniere, quelle italiane. I primi giorni ce l'ho messa proprio tutta, ho violato la mia natura timida e mi sono sempre presentata con gran sorrisi, bonjour e aurevoir (le uniche due parole conosciute) ma raramente ho trovato uno spiraglio. Anzi, ce ne sono giusto un paio a cui vorrei dire -se ti scappa un sorriso non te lo detraggono dal conto in banca, se provi  ad essere accogliente magari nella vita riesci a farti qualche amico in più e chissà avresti un'aria anche più solare.
Risultato, complice il freddo, aspetto che si apra il portone della scuola standomene beatamente seduta in macchina.
Ma poi per fortuna, si sa, non tutta l'erba sta in un fascio, e ci  sono le dovute eccezioni. Sono solo due, a dire il vero, ma meglio di niente.
La mamma di L. è di origini Italiane parla un buon Italiano e per me è stato come l'angelo salvatore, mi si è presentata dicendomi di poter contare su di lei per qualunque cosa, mi aiuta nella comunicazione con le maestre, mi incoraggia e mi è stata d'aiuto nei giorni di panico dettati da -papolapiccola sta male omiodio comefaccio noncapiscounamazza. Ora se le mie figlie riusciranno a stare bene per una settimana di seguito magari riusciamo ad organizzarci anche per un caffè insieme, peccato solo che a Giugno cambi città. a solita ciort **
Poi c'è la mamma di C., una gran bella donna, di quelle affascinanti oltre che belle, la classica  francese molto charmant. Lei, incuriosita dall'Italiano, più di una volta ha cercato di avere una conversazione con me. Sembra una donna piacevole e simpatica, sempre sorridente, anche se un pò mi piglia per il culo quando elogia il mio francese.
Poi sono arrivati i primi inviti alle feste di compleanno. Papolagrande si è ammalata con tempismo perfetto, mi è dispiaciuto perchè poteva essere una buona occasione per rompere l'iceberg ma devo anche ammettere un pizzico di sollievo per la mancata seduta ai raggi x.
Alla fine quel che più mi colpisce è la differenza di approccio tra bambini e adulti di fronte all'arrivo di stranieri. I bambini a differenza dei genitori sono molto incuriositi, quando ci sentono parlare ci guardano con gli occhioni spalancati, ci sorridono, ci saltellano intorno festanti.
Loro, i bambini, ci hanno accolto con calore, con sorrisi, bonjour, cucù e aurevoir. Papolagrande viene accolta festante, ogni mattina, da quello che la maestra chiama -il Comitato di Benvenuto - ma ormai riconoscono anche me, sono la -Maman di Papolagrande- e alcuni di loro mi fanno una gran festa.
Anche qui c'è la dovuta eccezione, la bimba che non si rende conto che Papolagrande non capisce e reagisce alla mancanza di risposta con uno spintone ma per fortuna è solo un'eccezione.
Comunque mi auguro che il prossimo post sulle mamme francesi mi possa smentire in toto. Io non mollerò, datemi qualche lezione di Francese e poi tornerò alla carica.
Ma mentre mi attrezzo per  coltivare le amicizie francesi, la mia solitudine è attenuata da due mamme italiane conosciute qui,  unite nell'expat , ci facciamo compagnia, sono assai simpatiche e carine e io mi sento già meno sola

* ciucciuettole: civette
** la solita fortuna

13 commenti:

  1. come ti capisco tesoro...come ti capisco. come mi sembra di ricordare...non demordere e combatti la tristezza quando arriva pensando che tra poco scoppierà la primavera del sud della francia che ti rapirà il cuore e ti ripagherà di tutto questo sacrificio:). mai si è visto popolo più antipatico. santo cielo.

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  2. @Silvia Io ci conto proprio TANTO sulla Primavera :-)e Loro decisamente non si distinguono per accoglienza.

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  3. Urca. Fatica. E' successo anche a me a Milano, sarà che la Francia non è lontana. Pur parlando la stessa lingua, quando ero in maternità giravo con la Gnoma carrozzinata per tutti i parchetti/bar del quartiere incrociando speranzosa gli occhi di tutte le neomamme come me. Risultato, sguardi sprezzanti e sopracciglio alzato e giudizi evidenti. In 6 mesi ho conosciuto solo un'altra mamma. Poi con la Gnoma più grande, nel parchetto dove andiamo dalla primavera in poi dopo l'asilo, è andata meglio, ma insomma è stata dura. Per questo ora ho questa fissazione di come evitare ad altre mamme quel senso di solitudine e spaesamento e quell'ansia di condividere tutte le scoperte che fai da neomamma che rimane lì, ad intristirti un pò (sto cercando di creare un parchetto virtuale di mamme che raccontano le proprie esperienze mammiche. magari aiuta!!).
    comunque se sono come a Milano, quando superi a picconate il muro poi trovi persone migliori e affidabili e calorose. è che non sempre uno ha voglia o la forza di picconare!

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  4. @cappuccioecornetto: per ora devo prima armarmi di piccone (il francese), ma poi ci proverò e riuscirò a stranarle prima o poi almeno quelle che mi sembrano simpatiche. Il tuo parchetto virtuale merita una visita, arrivo!

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  5. chissà come si dice piccone in francese!!! :) le stanerai di sicuro, anzi secondo me poi dovrai frenarle e il muretto dovrai tirarlo su tu!! fammi sapere poi cosa ne pensi della mia "mommypedia"!!

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  6. Eggià, noi del nord siamo fredde, soprattutto d'inverno, non lo posso negare. Noi del nord non distribuiamo facilmente sorrisi, non diamo confidenza, non facciamo battutine agli "estranei". Abbiamo un'altra cultura rispetto al centro-sud Italia, la cultura del "me faso i cazi miei". Ma poi, quando si riesce a fare breccia, vedrai che si apriranno porte e portoni inaspettati, sappiamo essere calorose anche con -20° fuori come in questi giorni...
    Però i francesi, forse forse, sono pure peggio di noi polentoni. Non è una colpa, solo un modo di essere. Penso però che dietro a tutto questo gelo iniziale riuscirai a trovare il modo di entrare nel loro mondo.
    In bocca al lupo e un bacio grande!

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  7. Stefi credimi io sono una persona timida e riservata quindi in parte capisco e so che dietro gli aculei spesso c'è anche la parte morbida ma sono anche la persona a cui un sorriso inaspettato dona il buon umore, cacchio un sorriso costa davvero così poco, bastapocochecivo.

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  8. Un pò la sensazione di quando stai in trasferta a san donato, con un team tutto nordico....mi ricordo tanta tanta fatica ad inserirmi. Pensavo di non avere un accento così spiccatamente romano e invece lì sembravo (o mi facevano sentire) la più terrona di tutti. Alla fine ce l'ho fatta, solo con una persona, ma oggi è una delle mie più care amiche nonostante la distanza. Un bacio Grande Paola

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    1. Cara Paola, grazie per la visita e come diceva qualcuno "si è sempre a sud di qualcuno", prima o poi tocca a tutti sentirsi un pò terroni :-)))

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  9. Ciao, ti ho nominata per un premio se ti va di passare da me..

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  10. Ciao!
    Ho trovato il tuo blog per caso e ho letto questo tuo post con molto interesse!
    Anche io abito in Francia, ho due bimbe e come te ho avuto incontri con le mamme francesi non all'insegna della massima simpatia. Premetto che abito in Francia da piu' di 4 anni, quindi la mia esperienza e' oramai piuttosto consolidata. Che dire, a grandi linee eccetto quelle donne che hanno viaggiato da expat loro stesse, che sono di origine straniere o che hanno magari un marito straniero, con le altre io ho fatto molta fatica ad avere rapporti che andassero oltre il bonjour, au revoir. Eppure sono piuttosto socievole e ho alle spalle anni di espatrio in vari paesi in ognuno dei quali ho ricominciato da capo e ho sempre creato una bella rete di amicizie. In Francia, invece i rapporti sociali sono stati fino ad ora piu' difficili nonostante mio marito sia francese. E per non avallare gli stereotipi, il maggiore scambio amichevole in posti come parchi e aree giochi l'ho avuto a Parigi che ha di solito l'immagine di un posto freddo dove la gente rimane sulle sue.
    Con questo non voglio spaventarti, specialmente i compleanni sono occasione di incontri e non e' detto che si debba avere un circolo di amicizie enorme. Come dico io: pochi ma buoni!
    Continuero' a seguirti.
    Courage!!!!

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    1. Benvenuta :-)
      Purtroppo alcuni stereotipi hanno sempre una base di verità.
      Sarà un piacere averti qui, poter condividere una esperienza molto simile è incoraggiante.

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