L’espatrio, la riscoperta della cucina e di gesti tramandati


Un’altro aspetto positivo di questo Espatrio è quello di avermi avvicinata ad un mondo fino ad ora per me piuttosto ostico: la cucina.
Chi mi conosce, lo sa, in cucina ho bisogno della segnaletica, cucino solo guidata dalle ricette che rispetto rigorosamente e pedissequamente, senza pormi alcun tipo di domanda. La mia cucina è piuttosto banale e ripetitiva e approfitta spesso di preparazioni veloci e poco elaborate.  Lo so, sono la tomba della creatività  e delle foodblogger ma io e la Cucina abbiamo sempre avuto un rapporto formale, ti frequento perchè devo e sto li giusto il minimo indispensabile. Ovviamente la Cucina mi ha sempre ricambiata con la stessa moneta ovvero risultati al limite della sufficienza, a volte  al limite dell’imbarazzante.
Ma io, si sa, sono persona assai contraddittoria al punto che il tempo che trascorro in cucina è inversamente proporzionale al tempo che trascorro a guardare programmi di cucina. Mio marito questo mio aspetto bipolare non se lo spiega e spesso mi dice “perchè mai guardi programmi di cucina non lo capirò mai"  Ovviamente il suo punto di vista è comprensibile. 
Non so spiegare bene il perchè ma guardare le persone che cucinano mi piace, mi incuriosiscono gli accostamenti, immagino i profumi, adoro i colori combinati nei piatti.
Oserei definirlo un amore Platonico, si guarda ma non si tocca.
Poi siamo arrivati in Francia dove le nostre abitudini alimentari si scontrano quotidianamente con le abitudini assai diverse dei cugini d'oltralpe. 
La difficoltà nel reperire le quattro materie prime che rendevano la mia cucina veloce e basica unita ad un lungo inverno freddo hanno quasi fatto il miracolo. 
Mi spiego meglio, qui, comprare un bel pacco di ravioli/gnocchi del Mitico Rana è affare poco conveniente così come acquistare un bel Pesto già fatto, figurarsi scovare un negozio di pasta fresca, dimenticatevi una bella mozzarella o una ricotta degna di questo nome, mangiare il prosciutto, cotto o crudo che sia, significa rassegnarsi a fette alte almeno un centimetro ( perchè qui il concetto del tagliato fino sembra incompatibile con il DNA francese).
Mi mancano le mie soluzioni di Back Up -stasera non ho voglia di cucinare, prendiamo una pizza? 
Una pizza qui costa 10 euro ed è più o meno della stessa fattura di quelle surgelate. Una soluzione veloce per la pasta è quella precotta in scatola da riscaldare nel microonde. Se poi, a tutto questo, aggiungiamo il digiuno ascetico della papola alla Cantine, va da sè, che io e la cucina abbiamo dovuto rivedere il nostro accordo di separazione consensuale.
Ho dovuto farle la corte, riconquistare la sua fiducia, dimostrarle un pò di fantasia e attenzione ma forse, ora, qualche risultato comincia a vedersi. L’aspetto che più mi piace di questo avvicinamento alla cucina è scoprire che molte ricette, unite a gesti, trucchetti e attenzioni, li avevo assimilati senza saperlo. Mi sono tornati in mente dopo essere stati messi da parte nella mia cucina indolente.
Ho ripercorso gesti e abitudini per  il sugo al pomodoro di mia nonna, messo a cuocere sul fuoco, al minimo, con sopra un coperchio, che sia però appoggiato su una cucchiarella di legno, in modo da lasciare uno spiraglio e lasciarlo andare fino a che non si forma quella patina un po' più scura.
Mi sono addirittura sbilanciata nella preparazione degli gnocchi di patate della nonna. Mentre ero lì che sovrapponevo gli gnocchi appena fatti, correndo un elevato rischio di ottenere un grosso e unico gnocco informe, mi è tornata in mente, come una illuminazione, l’immagine della cucina di mia nonna quando preparava la pasta fresca. Ogni punto di appoggio della cucina veniva trasformato in spianatoio e ogni singolo gnocco o tagliatella veniva riposto nel -Suo posto- senza essere sovrapposto.  Illuminata dalla nonna ho salvato la cena giusto in extremis.
Ho, quindi,  riprodotto esattamente ogni gesto di mia madre nel fare: le  lasagne alla bolognese, il gateau di patate o la pizza. E’ stato un piccolo piacere scoprire che, pur non sapendolo, uso la stessa tecnica di mia nonna per condire le patate al forno.
Man mano che ritrovo gesti, attenzioni e risultati la voglia di far meglio aumenta. Io e la mia cucina siamo passati dalla separazione consensuale ad una fase di primo appuntamento, chissà se trattasi solo di fuoco di paglia oppure se potremmo passare ad un regime di convivenza pacifica. 
Poi, dopo, chissà.
Di sicuro non sarò mai una foodblogger



9 commenti:

  1. anch´io qui faccio la pasta in casa e dedico molto tempo alla cucina e´ anche un modo per rilassarmi

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  2. ma i tuoi risultati io li ho visti, sono decisamente di alto livello ;-))

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  3. Mi piace di brutto questo post!! Hai visto che riusciamo a stupirci anche da sole? Credo sia una cosa meravigliosa, i ricordi di nonna, le tecniche di mamma che senza saperlo sono diventate parte di te e che domani lo saranno delle papole ;)
    Continua così, bravissima!!!
    LaVally :D

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  4. Tante cose mancano anche a me in Francia, soprattutto salumi buoni e tagliati fini e alcuni formaggi freschi tipo stracchino. Dove abito io ho trovato un deli italiano dove la padrona ha una selezione di prosciutti da fare invidia ad un supermercato italiano e li taglia divinamente, peccato che costi come andare dal gioielliere! Pero' e' vero che si trovano anche tanti prodotti italiani di grande consumo, io ad esempio trovo la pasta De Cecco e la passata Mutti dalla catena Cora e la mozzarella di bufala da Monoprix. Ci vuole un po' di tempo per trovare chi ha cosa, non ti scoraggiare. Ho visto che a Montpellier c'e' un deli italiano, Casa Toscana e poi ci sono molti siti online che spediscono prodotti italiani a casa.
    E poi, se mi posso permettere, a poco a poco conoscerai meglio i prodotti francesi: ci sono ottimi formaggi, la carne e' di solito buona, i frutti di mare altrettanto. Io ad esempio vorrei tanto frequentare un corso di cucina francese e credo che me lo regalero'!!! Un programma di cucina alla TV che mi e' servito per capire le abitudini nazionali della gastronomia e dell'arte del ricevere e' Un diner presque parfait su M6 tutti i giorni alle 17.40.
    A proposito, io vorre tanto sapere cucinare come le mie nonne, 4 mani d'oro loro e una mano maldestra io!!!!

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  5. @Vally è bello riscoprire i legami, anche quelli nascosti :-D
    @Anonimo: grazie per le dritte ed i consigli :-) io sono molto incuriosita anche dalla cucina francese ogni volta vorrei assaggiare qualcosa ma poi rimango inerme davanti al bancone frigo perchè non so mai cosa scegliere. Ma l'idea del programma di cucina non è male per cominciare

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  6. Penso che quando si è expat per necessità si diventa della provette cuoche, visto che le alternative sono o farselo da soli o spendere mezzo stipendio per qualche schifosa imitazione. Certo ci sono delle cose che proprio non si trovano o non si riescono a sostituire. E pazienza.

    Se proprio si è in astinenza c'è una linea dei supermercati Casinò che vende solo cose italiane (qui a Nizza ce ne è uno) http://www.casino-proximite.fr/ViaItalia/Pages/ViaItalia.aspx

    Ovviamente prezzi carissimi, ma in caso di emergenza o una volta ogni tanto, si può fare. ;-)

    P.S.= per il prosciutto mi hanno suggerito di chiedere al banco la "chiffonade de jambon", così dovrebbero farti un taglio italico a peso. Altrimenti in Francia si usa chiedere direttamente quante fette vuoi, visto che sono alte come bistecche. =P

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  7. Peccato che nella maggiorparte dei posti non sappiano tagliare a chiffonade e ti indicano il banco frigo dove trovi i salumi imbustati solo che il sapore......

    Altrimenti bisogna cercare dei negozietti italiani, sperando che sappiano tagliare fine. A Lione ad esempio c'e' un supermercato italianodove i salumi sono affettati correttamente, peccato pero' che gli lascino la pelle o cotenna.......

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  8. @cappuccio&baguette: infatti la prima volta pensavo di aver chiesto 100 gr di cotto e mi hanno tagliato 10 fette ovverol'equivalente di mezzo kg ;-)
    @Anonimo: infatti più di una volta mi hanno elegantemente invitata ad andare al bancone :-(

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  9. Buoni gli gnocchi! Anch'io in questi anni da expat mi sono avvicinata alla cucina.

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