Consigli per Mamme Expat (Episode 1)

Oggi inauguro una nuova rubrica del Blog - Consigli per Mamme Expat -
Quando ho saputo del trasferimento in Francia ho divorato ogni informazioni presente in rete sull'argomento e quindi mi fa piacere condividere quelle che sono piccole lezioni imparate sul campo.
Se state per trasferirvi in un altro paese mille dubbi vi assaliranno, mille pensieri andranno in altrettante direzioni differenti e sensazioni ricche di adrenalina si mischieranno ad un vero senso di paura e cercherete di continuo delle conferme circa l' aver fatto la scelta giusta.
Sapete che la vostra vista cambierà radicalmente e quanto più il paese è distante in termini di km ma soprattutto di cultura tanto più il cambiamento sarà drastico.
Ma anche qualora il paese di destinazione non sia poi così lontano ci saranno differenze che non avevate considerato, elementi dati per scontati la cui assenza vi disorienterà.
Ma nulla è insuperabile.
Cominciamo con i primi tre aspetti che abbiamo dovuto affrontare:

Il primo, uno dei più sentiti: il pediatra

Innanzitutto, se siete mamme di bimbi piccoli, sappiate, fatevene una ragione, il pediatra di base è una prerogativa quasi esclusivamente italiana e in molti paesi le ALTRE mamme si affidano ad un medico Generalista, avete capito bene, Generalista. Io, lo ammetto, avevo dato per scontato la equazione bimbi=pediatra e invece mi sono scontrata contro la realtà per cui il "pediatra dell'ASL" non esiste, se proprio ne avverti l'esigenza devi cercarlo privatamente e non è detto che ci sia la dove risiedi. Quindi esercizio numero uno è: imparare a convivere con la realtà in cui l' opzione - lo chiedo oppure lo porto dal pediatra- non sempre è facilmente praticabile ne consegue la necessità di imparare a gestire l'ansia che ne deriva. Ma è anche vero che per te, mamma appena approdata in suolo straniero, sono in agguato una serie di malanni direttamente proporzionali all'ignoranza della lingua locale o alla distanza che vi separa dal suddetto pediatra. Quindi il consiglio numero uno è :il primo sopralluogo della nuova città deve prevedere l'individuazione dei numeri di emergenza, del pronto soccorso (magari pediatrico) e gli eventuali luoghi deputati alla cura dei vostri bambini.
Il secondo esercizio deve essere finalizzato ad essere aperti ad approcci differenti, quelle che per voi sono cure consolidate e medicinali scontati non è detto che siano condivisi dai medici locali. A noi è successo di dover fare sedute di kinesiterapia respiratoria, in Italia non è neanche riconosciuta come medicina qui è prassi abituale. La tecnica è piuttosto invasiva, del resto ti avvertono e se preferisci puoi non assistere ma prima di gridare al sadismo e "giù le mani da mio figlio" respirate e abbiate un pò di fiducia. Bisogna essere fiduciosi anche perchè, quando sembra che tutto conspiri contro voi e la salute dei vostri figli, c'è quasi sempre un piccolo aiuto del fato ad esempio l'anima buona che ti fa da interprete in ospedale comunicando con voi in "non si sa bene quale lingua" oppure la fortuna ti aiuta trovando all'accettazione del pronto soccorso una infermiera di origine italiana. In questi casi ci si sente come baciati da un raggio di sole in pieno inverno.

Assimilata la problematica pediatra subito dopo vi parlerei dell'ostacolo Lingua
A meno che non siate perfettamente padrone della lingua del paese che vi ospiterà, all'inizio non sarà facile comunicare, il livello scolastico non sempre aiuta e la lingua parlata è spesso differente da quella studiata sui libri di scuola. Se poi, come me, non avete neanche il livello scolastico allora bisogna darsi un gran da fare.Vi trovere spaesate al banco del supermercato, al distribiutore della benzina piuttosto che nelle comunicazioni con le maestre al punto che a volte si finisce per evitare di fare domande. Cosa può quindi tornare utile ?
Va da se che un corso di lingua in loco è la soluzione migliore ma non sempre immediatamente e facilmente praticabile avendo bimbi al seguito. Quindi mi viene da suggerire nell'ordine:
Avere un traduttore tipo quello di google sempre disponibile per riuscire a capire il minimo indispensabile, leggere le etichette al supermercato, il menù della scuola e via andare. Ma è da sapere anche che non sempre quello che cercate verrà tradotto lasciandovi mille dubbi e perplessità. Sappiate che vi ritroverete a cercare la traduzione di una frase prima di entrare a scuola, in un ufficio, al supermercato ed essere convinta di aver chiesto qualcosa nel modo giusto per poi ritrovarvi lo sguardo attonito del vostro interlocutore perchè -chissà cosa diavolo avete chiesto o avete sbagliato clamorosamente la pronuncia.
Non sottovalutate mai il linguaggio dei gesti, se da una parte ci si sente parecchio ridicoli a mimare qualsiasi cosa, anche la più stupida, incarnando lo stereotipo più antico dell'Italiano, dall'altra vi ritornerà sempre utile, perchè alcuni gesti li capiscono ovunque.
Buttarsi nel parlare ovvero non cercare a tutti i costi di costruire una frase corretta, usate le poche parole che conoscete per farvi capire e vi ritrovere a parlare una lingua spesso risultante un mix di lingue diverse mescolate a gesti mimati. Ma ogni giorno il vocabolario si arrichirà di una parola in più e prima o poi arriverà anche il momento di mettere insieme una frase. Almeno è quello che mi auguro.
Infine farsi guidare dalla curiosità e non farsi sopraffare dalla noia e guardare molta tv, all'inizio è frustrante perchè nulla si capisce ma a lungo andare dovrebbe allenare almeno alla suono giusto delle parole. Inizialmente sono preferibil i cartoni animati perchè diretti a bambini e quindi tendenzialmente è previsto un linguaggio corretto, scandito ma non troppo veloce e accessibile ai più piccoli.


Terzo Aspetto: il cibo
Quanti di noi ci siamo ritrovati a sorridere di fronte all'italiano che, all'estero, cerca il ristorante italiano pensando che "è molto meglio assaggiare la cucina locale". E' vero, è piacevole sperimentare tradizioni culinarie diverse, farsi incuriosire da nuovi sapori e combinazioni. Ma è altrettanto vero che dopo un pò la voglia di sperimentare le novità va assottigliandosi e si vorrebbe limitare la novità ad una tantum mentre si sente sempre più la necessità di tornare alla cucina nostrana. Allora ecco che, lungo i corridoi del supermercato, l'unica pasta che si trova è decisamente poco italiana e quella autentica che c'è si trova spesso nel reparto etnico tra cous cous e burrito e te la vendono a peso d'oro. Per non parlare del fatto che se vuoi del parmigiano è come entrare in gioielleria e il prosciutto di parma migliore che si trova in giro è quello nelle vaschette preconfezionate direttamente in Italia. Allora ecco il mio consiglio: godetevi quanto di buona offre la cucina locale ma allo stesso tempo non preoccupatevi di incarnare l'altro stereotipo dell'Italiano "mangia pasta"che non riesce a scollarsi dalle proprie abitudini alimentari e dedicate almeno un paio di scataloni del trasloco a pasta, passate di pomodoro e parmigiano. E non ve ne pentirete

Continua

4 commenti:

  1. ahahah ho fatto tutto di quello che dici e lo faccio tutt´ora tranne il pediatra:(

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  2. Mi trovi perfettamente d'accordo, soprattutto sul pediatra.....! (ma anche sul resto). interessante questa rubrica, aspettero' il seguito!

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  3. voi si che mi potete capire ;-)

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  4. @serena: scusami ho fatto un pò di caos tra pagine e post e mi sono persa il tuo commento :-((

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