Inizio di un espatrio


Domani sarà giusto una settimana che siamo sbarcati in Francia e vista la tonnellata di pioggia che ci ha accolto il verbo sbarcare è più che appropriato. Per essere il Sud della Francia, la terra delle Vigne, del Sole, del Mare non è stato certo il migliore degli inizi. Del resto siamo partiti il primo novembre e considerando che siamo arrivati a destinazione nonostante una alluvione in corso in tutta la  regione e uno sciopero dell’airfrance, direi che siamo stati anche molto fortunati. La nostra casa francese sarà disponibile solo dal primo dicembre e nel frattempo ci appoggiamo in un residence nello stesso paesello che ci ospiterà nei prossimi due anni. Il paesello era l’aspetto che più mi intimoriva nella scelta della casa e devo dire che, visto adesso, immerso nell’inverno grigio e piovoso, ha decisamente perso un pò del suo charme. Sembra tutto molto più cupo e tremendamente assopito al punto che anche papolagrande ad un certo punto si è chiesta “ma i bambini francesi dove sono?”.  Mi sono sentita un pò ingannata dal - petite village - come se, al nostro primo incontro, quasi come ad un  primo appuntamento, avesse indossato l’abito più bello, avesse  tirato fuori il cielo, il sole e i colori caldi da cartolina e adesso mi mostrasse il suo aspetto casalingo con vestaglia ciabatte e bigodini.  Sono perplessa ma mi ripeto che sicuramente passati i giorni grigi saprà dare il meglio di se e tornerà ad indossare i suoi abiti più belli.
L’occhiata fugace al paesello è stata l’unica tregua che ci ha concesso il maltempo, il resto dei sei giorni appena trascorsi li abbiami vissuti chiusi dentro una casa a cui faccio fatica ad abituarmi. Anche qui il primo approccio non è stato dei migliori. Diciamo pure che qualcuno ha pensato bene di organizzare un party di benvenuto con tutte le specie di ragni della zona e per una come me, pesantemente e irrimediabilmente aracnofobica,  non è esattamente quello che ci si augura. Ho dato vita ad un paio di siparietti (drammmatici per me e comici per papomarito) del tipo: mollo tutto e scappo urlando con le mani in aria perchè una bestiaccia a 8 gambe  mi è spuntata sul muro accanto, per non parlare di quello grosso con le zampe più lunghe che abbia mai visto giusto accanto all’uscio di casa. Sono rimasta talmente traumatizzata al punto che ancora ne faccio incubi la notte. (ndr di conseguenza andare a dormire prevede un’attenta perlustrazione del letto e delle pareti circostanti). 
Secondo aspetto: la pulizia, per permettere alle papole di giocare a terra ho dovuto improvvisarmi concetta lacasalingaperfetta utilizzando quel poco che c’era per evitare che papolagrande avesse un attacco d’asma fulminante. Nonostante i tanti colpi di ramazza, quell’odore, che sento e che non mi piace, persiste e fa si che non riesca a farmi piacere del tutto questa casa. Saranno pure piccoli dettagli ma per me l’odore di casa non è da meno del suo calore. Tuttavia adesso che alcune delle nostre cose sono state tirate fuori dagli scatoloni va sicuramente un poco meglio e avere un tappeto di giochi in giro per la sala mi mette un pò di allegria. 
Un altro aspetto che non avevo considerato è quanto potessi non essere  affatto abituata a tanta, forse troppa, tranquillità e privacy. 
Per intenderci, non amo quel tipo di appartamento dove se ti affacci riesci a contare i peli del naso del vicino ma affacciarmi alla finestra del giardino e non vedere altro che un blocco di buio senza capire dove inizia e dove finisce un pò mi inquieta.
Detto questo meriterebbe un capitolo a parte il - come sopravvivere senza bidet qualora tu voglia escludere categoricamente l’opzione e allora non mi lavo.
Sono bastati, poi, pochi giorni per raffrozare una certezza ormai irremovibile, ovvero, mai nella vita, una casa a due piani. Per una pigra, al limite dell’indolenza, una casa a due piani è quasi una iattura. Se da una parte smaltisco un pò tutte la baguette che mangio dall’altra ho tutto sparpagliato dappertutto al fine di evitare di dover fare troppe volte su e giù.
Inutile poi sottolineare che una settimana senza connessione è davvero insopportabile,  non trovare in giro neanche un wifi protetto non mi era mai capitato,  il telefono tace, il pc è spento al punto da sentirmi isolata e fuori dal mondo. Ho dovuto spiegare  a papolagrande che senza internèt youtube non lo possiamo vedere  e vedere la sua aria sorpresa mi ha dato l’idea di quanto la rete faccia parte del nostro quotidiano anche nelle più piccole cose. L’unica cosa che non è cambiata sono le telefonate di mammà che chiacchiera amabilmente del più e del meno come se non ci fossero le alpi a dividerci. E se a Roma qualche volta sbuffavo per le troppe telefonate, adesso aspetto con ansia di sentire la nonna che continua a chiedermi - novità?-
Inutile dire che Casa mi manca, assai. Oggi il corrispondente da Roma di TF1  parlava in diretta da Piazza Venezia e quasi mi è scesa una lacrima. Lo sapevo che l’inizio non sarebbe stato facile ed in effetti proprio facile non è ma so anche che è solo l’inizio e poi passerà. Oggi finalmente si è intravisto un pò di sole, abbiamo fatto una passeggiata a tre, ho fatto vedere a Papolagrande quella che sarà la nostra casetta e non vedo l’ora di andarci. Sono sicura che la Francia si farà scoprire un pò di più di quanto ci abbia permesso questi primi giorni e i prossimi post saranno ricchi di tutte le cose che entreranno a far parte della nostra nuova vita che non siano polvere, ragni, pioggia e scatoloni.

ps. durante la passeggiata di oggi avevo scattato una foto ad un tocco di colore autunnale ma papolagrande ha scoperto il tasto rosso “cancella” sull’iphone e l’ha trovato irresistibile.

ps cercare di appisolarsi su un divano con un bracciolo di legno e senza neanche un cuscino a contorno è davvero scomodo, meno male che c’è il cuscino di trilly di papolagrande. Il divano DEVE avere TANTI cuscini

ps quando papomarito ha telefonato dall'ufficio alle 18.00 per dire - sto tornando a casa- ho pensato che questa Francia comincia a piacermi!

ps quando stasera papomarito mi ha portato la chiavetta internèt ho gioito come un bambino la mattina di natale, sono di nuovo “connessa con il mondo”

ps. la tempesta di pioggia ha allagato la cantina con tutti i nostri scatoloni, ho sbraitato per un pò poi ho visto le immagini delle zone circostanti e di  Genova e so di essere fortunata a lamentarmi di cazzate.

5 commenti:

  1. Cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno: peggio di così non può andare.
    Ti abbraccio. Forza e coraggio!

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  2. Bentornata in rete cara! Forza e coraggio, sapevi che non sarebbe stato facile, ma questo tempaccio ce l'ha messa proprio tutta per peggiorare le cose! Vedrai che quando il sole scalderà le vostre giornate tutto inizierà ad andare nel verso giusto... Un bacione a te e alle papole!!!

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  3. Ciao! non dev'essere facile traferisi, soprattutto al nord e in questa stagione, facciamo il tifo per voi! Come stanno affrontando le papole la nuova lingua?

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  4. Jessica: benvenuta :-)
    Papolapiccola ha solo un anno e per ora non ha avuto grossi impatti, probabilmente parlerà un pò più tardi ma chissà in che lingua
    papolagrande è al secondo giorno di ecole maternelle... full immersion in francese per ben 8 ore al giorno, avevo paura che potesse piangere e fare capricci invece ieri è stata brava, non so come faccia a comunicare ma lo fa ;-)

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  5. Grazie!Saranno bravissime! tienici informate:)

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