Un espatrio, una policy aziendale, tanto caos e molti dubbi

Da dove cominciare non lo so, sono giorni che vivo in uno stato confusionale
dunque l'ipotesi è diventata realtà
la proposta è stata accettata
l'espatrio è il prossimo futuro
il presente: il caos

Avrei bisogno di una guida tipo "come espatriare in meno di un mese con due papole al di sotto dei tre anni senza rischiare l'esaurimento nervoso", non so ancora quante cose ci saranno da fare e ho difficoltà a fare una todolist
contratti da disdire
vaccinazioni da anticipare
aspettativa lavorativa da chiedere
cecare casa, scuole, banche...
organizzare il trasloco
spostare una famiglia di 4 persone in un altro paese
Dubbi amletici da sciogliere:
quale zona della città scegliere per vivere (va bene che con internet faccio tutto ma scegliere una casa in una città che non ho mai visto è troppo anche per me)
quali scuole fargli frequentare (pubbliche o private bilingue)
in attesa di partire, far andare o meno le bimbe a scuola?  ci stiamo provando con risultati del tipo:pianto a singhiozzi senza sosta per papolapiccola e  pianto con calci e pugni con annesso  tentativo di fuga per papolagrande  fino al "sono triste perchè voglio stare con te". Due su Due non è male come risultato. Non far andare a scuola le bimbe prima di partire sarebbe un buon modo per evitare loro un ulteriore stress ma complicando così la già sconclusionata macchina organizzativa.
Innanzitutto settima prossima si parte per cinque giorni durante i quali la Policy aziendale prevede che troveremo nell'ordine: casa, scuole, banca, il tempo per parlare con colleghi sul posto, verificare differenze culturali e verificare il gap linguistico (bha). Ma la Policy dice pure che è fortemente sconsigliato portarsi i bambini e qualora tu fossi così capoccione da portarteli dietro nessuna spesa ti verrà rimborsata. (sob). La Policy  prevede che tu possa lasciare i tuoi figli a strutture di Childcare (ebbene si, scopro che esistono delle strutture che si occupano dei tuoi figli anche per una intera settimana.) o in alternativa scegli una tata qualificata che rilasci una ricevuta.  Ora io sarò pure una classica mamma italiana apprensiva ma di lasciare due bimbe piccole a degli estranei non ci penso neanche lontanamente. Alla fine ci convinciamo a lasciare papolagrande a casa della nonna e portarci dietro papolapiccola. Lasciare una quasi unenne assolutamente insonne, tremendamente irritata dallo spuntare di tre denti in contemporanea e con voglie di esplorazione di ogni angolo appuntito della casa vorrebbe dire far impazzire la nonna e tutto il vicinato. Ma la policy prevede che il viaggio per portare la papola dalla nonna verrà rimborsato solo se dimostri che il viaggio in treno per portare papolagrande della nonna costa meno del Childcare. Ora non che un viaggio in TAV Roma Napoli sia per noi un grave problema ma diventa una questione di principio, ma possibile che ci sia bisogno di un preventivo per capire che una settimana in una struttura di child care costa molto di più di un paio di biglietti del treno Roma Napoli ?? (bha).
Spero che dopo il sopralluogo molti dubbi vengano dissipati. Tutto questo caos almeno mi impedisce di pensare che tra poco più di un mese mi ritroverò in un paese nuovo di cui non conosco la lingua e in una città che non conosco. Vorrei che per una volta potessi fare come mi chiede spesso papolagrande..."mamma mi fai una magia?". Se prendo la bacchetta da fatina di papolagrande, se mi concentro bene bene e dico senza esitazione bididibodidibu forse funziona......
invece tocca rimboccarsi le maniche e affrontare una avventura ENORME!

11 commenti:

  1. si ma non ci dici dove vai?
    guarda l'aspetto positivo, le tue bimbe hanno tutto il tempo per ambientarsi proprio perchè così piccole.
    ovunque tu vada...posso venire a trovarti?

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  2. Caspita!
    Un grande in bocca al lupo per questa organizzazione di certo impegnativa!

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  3. Io ho provato un senso di invidia leggendoti, è normale??!! Non ho nemmeno voglia di lasciare la mia vita o chessò altro!
    Ce la farete, ne sono sicura! Io, di istinto, sceglierei una scuola bilingue (se potete permettervela)

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  4. @madamadore: Montpellier,Sud della Francia. Prerequisito per accettare la trasferta è stato una casa con almeno una camera per gli OSPITI :-)
    @adriana: crepi il lupo!
    @stefi: credo che questo tipo di cambiamento vada sempre a sollecitare una sana curiosità e lasci quel retrogusto del tipo "quasi quasi piacerebbe anche a me". Per la scuola anche io sare orientata verso la bilingue manon vorrei che per papolagrande all'inizio fosse troppo!thanx per l'incoraggiamento ne ho bisogno

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  5. BNC, non so da dove cominciare. Facciamo così, ti dico solo questo: ti ammiro. Ammiro la tua capacità di metterti in gioco, di catapultarti in una avventura così con due bambine piccole, di vivere questa scelta perchè ti senti parte di una famiglia, un nucleo inscindibile, che solo nello stare insieme trova tutta la forza di cui ha bisogno per far diventare positiva qualsiasi esperienza. Credo sia una grande presa di coscienza: il dilemma mamma-in-carriera vs. mamma-a-tempo-pieno che ti aveva tanto sorpreso tu l'hai già risolto, credimi.

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  6. Ti invidio moltissimo anch'io. Forse perché mi sembra di sprofondare nelle sabbie mobili di Milano e avrei davvero bisogno di una bella boccata d'aria. Forza e coraggio, andrà tutto benissimo. E poi ci siamo noi blogamiche, no? ;-)

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  7. io adoro la Francia e poi al sud è come stare a casa. vedrai che ti abituerai presto e non avrai più voglia di tornare!

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  8. Vai affronta BNC, e poi mi scrivi le mail in privato,e´ dura ma se po´ fa´!
    come sei messa con il francese? Per le bimbe scuola bilingue funziona cosi´....

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  9. wanesia con il francese=zero e sono molto preoccupata
    aprofitterò sicuramente della tua mail

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  10. Leggo solo ora questo tuo post mentre cerco info sull'espatrio per farci una tesi, io che espatriata lo sono già, in Francia, da più di due anni, e ho partorito qui la prima figlia e presto farò lo stesso con la seconda. Andrà bene, vedrai!
    Io continuo a seguirti!
    Bon courage

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