Ma le mamme a tempo pieno sono donne di serie B?

Me lo sono chiesto spesso in questo periodo in cui mi si potrebbe porre una scelta importante ovvero scegliere di dividere la famiglia per due anni con papomarito all'estero e io con le papole a Roma e mantenere così il mio, seppur non amato, ma prezioso lavoro oppure chiedere un'aspettativa (sperando che me la diano), espatriare tutti e quattro e sperare che il lavoro nel frattempo non vada in fumo. Devo dire che seppur non facile e non priva di ansia l' ipotetica scelta è stata per me abbastanza naturale ovvero non dividere la famiglia e partire tutti verso una nuova avventura sperando che ne nasca qualcosa di buono anche per me. E' stato per me molto difficile cercare di essere ottimista vincendo la mia assoluta riluttanza ai cambiamenti. Perchè io sono una persona che vive male i cambiamenti, mi spaventano e ci impiego molto tempo ad ammortizzarli. Ma questa volta mi sono detta, magari è l'occasione giusta per trovare una strada mia che mi gratifichi di più. Magari imparo una nuova lingua e mi godo questi due anni con le mie bambine senza un lavoro i cui ritmi mal si conciliano con le esigenze delle mie papole.
Ebbene attorno a me si è scatenato un tripudio di ammonizioni e avvertimenti.

Pensaci bene
Ma poi se perdi il lavoro?
E la tua indipendenza economica?
Perchè non provi a rimanere a Roma e vedere se ce la fai?
Mi raccomando cerca di trovare un lavoro, non  vorrai mica fare la mamma a tempo pieno?
Così Impazzisci
Ma come farai?
Alla fine solo tu vai a rimetterci
Non vorrai mica fare un terzo figlio,? Non ci pensare neanche due bastano e avanzano.

Insomma mi si è aperto un mondo che un pò mi ha impressionato.

Premesso che non ho mai lasciato il mio lavoro proprio perchè nonostante implichi uno stile di vita che poca si concilia con papole piccole ho sempre considerato indispensabile la mia indipendenza economica. La mia mamma, dalla sua esperienza di casalinga, ce lo ha sempre detto, "l'indipendenza economica prima di tutto" perchè l'indipendenza economica è sinonimo di libertà. Io ci credo davvero e fortemente ma allo stesso tempo mi sono chiesta: è davvero un motivo sufficiente per dividere una famiglia?  Chi mi vieta di trovare un lavoro anche nella nuova città? Sarà davvero impossibile reinserirmi nel mondo del lavoro al mio rientro? Quest'ultimo è il punto più delicato e che mi spaventa di più ma alla fine credo ancora che la mia famiglia abbia la priorità e forse ingenuamente penso che comunque un modo per lavorare lo troverò magari non alle stesse condizioni di quello attuale ma non credo sia impossibile (probabilmente mi illudo)

Ma se le preoccupazioni legate alla indipendenza economica e al lavoro le capisco e le condivido mi hanno lasciato davvero sorpresa la considerazione che spesso suscitano le mamme a tempo pieno viste come donne frustrate che non si relazionano con il mondo, trascurate, senza interessi, dipendenti dal marito e quindi automaticamente succubi. Io non aspiro ad essere mamma a tempo pieno ma, date le due gravidanze difficili e ravvicinate, ho ricoperto questo ruolo per quasi tre anni e al di la di alcuni momenti di inevitabile sclero non l'ho trovato così deprimente, non trovo così terribile crescere le mie bambine, poter andare a prenderle al nido ad un orario decente, portarle al parco o in ludoteca, godermi ogni loro progresso e questo non mi ha impedito di coltivare qualche piccolo interesse e aver un minimo di vita sociale magari pomeridiana e limitata ad altre mamme ma per ora non mi è mai pesato. Certo mi manca il mio stipendio e le piccole libertà che mi consente ma non lo trovo neanche uno scenario così apocalittico soprattutto perchè è un momento transitorio.
Ma davvero chi si dedica a tempo pieno ai figli è una donna di serie B? solo perchè non ha uno stipendio proprio?  perchè non ambisce a fare carriera? solo perchè non ha bisogno di una carriera per sentirsi gratificata?
Ma la sana via di mezzo, no? Lavorare, accettando magari una carriera meno folgorante ma che permetta di ritagliarsi un pò più di tempo per le proprie figlie che non siano le due ore serali post giornata lavorativa?.
Io credo al tempo di qualità ma che sia ben equilibrato alla quantità.
Mi direte voi, ma brava, hai scoperto l'acqua calda, ti piacciono le soluzioni facilifacili? E invece no perchè anche qui c'è chi obietta "ma sei sicura? e una volta che sono cresciute? dove lo trovi qualcuno disposto a farti far carriera dopo i quaranta?" Ma davvero per essere una donna di serie A devo per forza avere una carriera folgorante?

6 commenti:

  1. Condivido pienamente ciò che tu pensi......
    anche io sono una ex donna in carriera, che usciva alle 7.00 di mattina per rientrare alle 17.00 (quando andava bene!), io e il cellulare eravamo indivisibili, l'agenda poi era un altro mio braccio e per me fare in un giorno napoli l'aquila, roma e tornare a napoli era come andare a fare spese al Vomero!!!!
    da quando ho lasciato perchè questa vita nn mi piaceva più, nn mi piaceva più la Imma ke ero diventata e vedevo che nn lasciavo spazio ad un "papolo", io dico che ho riacquistato una "X", il lavoro, la vita frenetica mi aveva fatto cambiare geneticamente ero diventata XY......sembra che esagero????
    No! Ho lasciato il lavoro il 19 ottobre del 2006 e il 18 aprile del 2007 è iniziata la mia avventura che poi è culminata nell'11 luglio 2008 8 tu sai perchè!) con la nascita di Kikko.....
    Non ti dico che stare a casa è facile per una persona che ha sempre lavorato, sia economicamente (nn per una dipendenza, io mi sento comunque di contribuire al badget risparmiando in babysutter et..!)ma proprio perchè sbarcare il lunario diventa più difficile! e nn ho sentito quindi la cosa dell'indipendenza economica, però una cosa è certa, seguire i progressi della crescita di kikko mi ha ripagato di tutto e non escludo che mi piacerebbe reinserirmi nel mondo del lavoro, ma SICURAMENTE CON I RITMI CHE MI PERMETTANO DI CONTINUARE A SEGUIRE LA MIA FAMIGLIA personalmente.
    Aggiungo che nn mi sento ne' frustrata ne' altro, certo stanca perchè seguire un DURACELLIANO nn è facile, ma contentissima di aver condiviso la sua crescita nell'arco di tre anni......
    Fai ciò che il tuo istinto ti dice e vedrai ke nn sbagli e chiedi a "LUI" che sicuramente ti suggerirà la cosa migliore da fare....
    baci Imma

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  2. Imma
    ci conosciamo da una vita e oggi come allora ci ritroviamo ancora sulla stessa lunghezza d'onda :-))

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  3. anche io ho chiesto un'aspettativa di un anno per seguire il marito all'estero (in una trasferta che doveva durare un anno e invece ora ne dura 3 e mi trovo di fronte alla decisione se lasciare o meno il lavoro in Italia, per ora qui ho trovato solo dei lavoretti...)... che dirti? io le prime settimane senza nulla da fare mi sono sentita persa e smarrita, ma nel tuo caso non succederà visto che hai le bimbe a cui badare! il problema non è "essere" di serie A o B ma sentircisi: io ho paura che non riuscirei a stare a casa neanche se avessi bimbi da seguire (anche se presto mi sa che potrei cambiare idea...) ma conosco chi lo fa, lo fa bene e ne è felice. Il punto è essere serene noi con le ns scelte (e tapparci le orecchie quando serve!)

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  4. è vero Ale conta come ci si sente, io non mi sento di serie B proprio perchè sono convinta che non mi pentirò di aver dato priorità alla famiglia, forse all'inizio non sarà semplice ma sono rimasta colpita dal sentire comune
    ps. a volte quanto è difficile tapparsi le orecchio ;-)

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  5. E' davvero difficile tapparsi le orecchie. E' per questo che io, a volte, mi sento mamma di serie B. Una che non ha voglia di lavorare, una mantenuta.
    Non importa se risparmio in vestiti, benzina, treno, nido, babysitter. Io non lavoro!
    E' un discorso lungo e complicato.
    Certo, sarebbe realmente una scelta (e non un imposizione) se ci fosse maggiore facilità di reinserirsi nel mondo del lavoro. Invece chi sceglie "la via della famiglia" sembra destinata a diventare casalinga a vita!
    ps: non capisco poi perchè tante volte si faccia il paragone tra mamma in carriera e mamma full time. La maggior parte delle donne fa lavori normalissimi a volte neanche troppo amati (penso ad un'amica a cui è stato chiesto di ricominciare a fare la notte dopo il compimento del terzo anno della bimba), quale carriera!?
    Scusami se mi sono dilungata! Piacere di aver scoperto il tuo blog.

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  6. trimamma è un piacere leggerti qui,
    sono decisamente d'accordo con te

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