La scelta del Nido. Ora so cosa voglio.

Sono al secondo "inserimento al nido" nella mia vita di mamma e dopo due esperienze diverse tra loro credo di poter fare un bilancio e sapere qual'è il tipo di nido che preferisco.
Quando ho iscritto papolagrande al nido mi aspettavo che l'asilo avesse un "programma didattico", che fosse previstol'inglese  e che avesse una serie di requisiti che chi lo sa da dove avevo tirato fuori. Alla fine mi sono ritrovata in un contesto completamente diverso dove di strutturato c'era ben poco ma in compenso  l'ambiente era familiare e accogliente. Non c'erano riunioni programmate con le insegnanti ma era abbastanza facile che le maestre ti facessero entrare per parlare e condividere qualche minuto.
L'inserimento di papolagrande era andato molto bene, non aveva mai pianto ma fu molto graduale, il primo giorno siamo entrati con lei in classe per un'oretta, per la prima nanna mi hanno fatto entrare per addormentarla, ogni qual volta lo ritenessero necessario mi facevano entrare per rendere il tutto più confortevole possibile per la mia papola. A inserimento finito ci siamo confrontate tra mamme e molte si chiedevano cosa facessero i bambini tutto il giorno e se effettivamente ci fossero delle attività strutturate, un programma didattico. Fu proprio quel confronto con quelle altre mamme che mi fece arrivare alla conclusione che per bambini così piccoli 10-12 mesi forse non aveva senso parlare di programmi e attività strutturate ma solo di accudimento amorevole, gioco e relazione insegnante-genitore.
Quest'anno è stata la volta di papolapiccola e per evitare che le papole facessero i nostri orari abbiamo deciso (a posteriori, sbagliando clamorosamente) di iscriverle ad una scuola sotto casa di cui tutti ci hanno sempre parlato molto bene. Ho potuto riscontrare tutto quello che in teoria pensavo fosse giusto: le riunioni programmate, i programmi didattici, maestre dolci e carine ma mi sono scontrata con un approccio che di familiare non aveva nulla. Non mi è stato possibile entrare nella classe con papolapiccola nemmeno il primo giorno, anche quando la piccola era inconsolabile, l'ho trovata un paio di volte ancora singhiozzante ed è stato come avere una scazzottata nello stomaco. Nonostante papolapiccola sia una bambina solare ed indipendente, al nido, l'unico modo per tenerla tranquilla, è che la maestra la tenga in braccio e non sempre è sufficiente.
Dopo questa esperienza la mia convinzione si è rafforzata, non trovo congeniale a me e alle mie papole un approccio così drastico che preveda che mi venga tolta la papola dalle braccia in lacrime mentre trovo a noi più congeniale un approccio più soft dove le mie papole possano essere tranquillizzate dal fatto che mamma ha familiarità con le maestre e con l'ambiente in cui la sua papola dovrebbe trascorrere le sue giornate. Non mi piacciono gli approcci forti, mi sono accollata tre anni di notti difficili pur di non cedere ad approcci forti e non lo farò neanche questa volta. Per fortuna tra poco partiremo altrimenti avrei portato papolapiccola di corsa al nido "amorevole"

6 commenti:

  1. la Pupattola inizia tra 10 giorni, la sua (e mia) prima volta. Aiuto...

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  2. Ho una sola figlia e nella scelta del nido ho seguito esattamente il tuo percorso, commettendo gli stessi sbagli. Forse è successo perché noi ragioniamo da adulti, dimenticando che loro quando sono così piccoli hanno solo bisogno di un ambiente caldo ed accogliente. Per imparare l'inglese c'è tempo...

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  3. @apdm: sarà la prima volta per tutte e due ;-)
    @stefania: visto il nostro immediato futuro avessi almeno scelto un nido in lingua francese ;-))

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  4. Mamma mia, chissà quando sarà il mio momento di inserire un/a piccolo/a al nido...

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  5. arrivo da NINAcerca, bello qui, andro a newyork per la prima volta sto sbranando i tuoi post!!!

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  6. Adriana: sarà una emozione ;-)
    Pentapata: benvenuta :-)

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