Nonni

Qualche giorno fa ho potuto sperimentare due nonnetti di una bimba più o meno grande quanto papolapiccola che mi hanno regalato una panoramica sulla quotidianità dei nonni.
Ero in piscina da sola con le due papole, abbastanza in difficoltà nonostante avessi assunto le sembianze di un octopus nel tentativo di tenere a galla entrambe senza andare sotto a mia volta. Va da se che, cercando di alzare con una mano papolagrande affinchè potesse fare i suoi tanto amati tuffettini (come li chiama lei), papolapiccola nell’altro braccio non sempre assumeva posizioni ortodosse e da li è scattato il repertorio delle ammonizioni.
Nonno:attenta che così potrebbe bere. Risposta: ah si grazie, scusa papolapiccola
Nonno:attenta che così le va l’acqua nell’orecchio. 
Nonna: e l’acqua nell’orecchio no no...si sa eh! 
Risposta pensata ma non detta per educazione: siamo in piscina, ci sono 30 gradi un pò d’acqua nell’orecchio non ci farà certo venire una otite fulminante. Risposta ufficiale: per fortuna fa caldo.
Nonna con sguardo di disapprovazione: dovresti metterle i braccioli è più sicuro. 
Risposta pensata ma non detta per educazione: Tiè..sarai mica un poco seccia!
Risposta ufficiale: di solito abbiamo la ciambella ma oggi l’ho dimenticata
Nonna: noi l’abbiamo comprata con la mutandina sotto, così sta bella seduta  ed è a norma.
Io: noi ne abbiamo una che la tiene in posizione orizziontale (swimtrainer, non di certo una ciambella sfigata)
Nonno: ah va bene con lo sguardo di chi voleva dirmi “ contenta tu.”
Nonno: cosa mangia? La minestrina? Rispondo ingenuamente la verità: no ancora le pappe ma abbiamo da poco assaggiato il pesce e il prosciutto
Nonna con tanto di occhi strabuzzanti: il prosciuttooooo????
Io: certo ma glielo do a pezzetti piccoli
Nonna: ma piccoli, piccoli? Ma lo sguardo diceva: sei una mamma incosciente.
Questo siparietto durato più o meno 15 minuti mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo al pensiero che non riuscirei mai a sopportare una ingerenza così totale da parte di nessuno.
Le mie papole hanno solo due nonne ed entrambe vivono in un’altra città.
Spesso penso a quanto sarebbe bello e incredibilmente comodo avere una nonna in città in termini di aiuto nella gestione delle papole, più tempo per me, più tempo per la coppia me&papomarito e più soldi in tasca. Ma soprattutto le papole godrebbero della presenza delle nonne e di quanto bello da tali figure si può trarre. Io e mio sorella siamo cresciute con i nonni materni e molti dei miei più bei ricordi dell’infanzia sono appunto legati alle figure dei nonni.
Tuttavia ci sono i lati positivi del fatto che la presenza delle nonne non sia quotidiana. Innanzitutto non subiamo nessun tipo di interferenze nel nostro quotidiano del tipo nonniinpiscinachenonsifannoicavoliloro, la presenza sporadica autorizza le nonne a sfoggiare tutto il repertorio nonnesco fatto di giochi, coccole, un vocabolario dove la parola “no” non è contemplata e dove vige una zona franca per l’ “infrazione delle regole”. Nonostante qualche nostra prima titubanza inizale alla fine abbiamo ceduto in nome della sporadicità e abbiamo permesso che le nonne facessero le nonne e basta ovvero si concedessero quel rapporto di complicità con  i nipoti che ho tanto vissuto e amato con miei nonni. Qualche giorno fa la nonna mi ha portato una catenina che era di mio padre, papolagrande voleva che gliela prestassi. Le ho detto "no amore questa era del nonnonando che sta tra le nuvole ed è mia". Poi le ho chiesto: "sai chi è nonnonando? E' il mio papà". Papolagrande è corsa dalla nonna come se dovesse svelarle una scoperta epocale: nonnonando è il papà di mamma. Per un attimo ho avuto la sensazione che fosse li con noi, le lacrime hanno fatto una rapida ascesa su per i miei occhi ma sono state ricacciate indietro, ho incrociato lo sguardo di mia madre, non ci siamo dette nulla, non era necessario, sono abbastanza certa che abbiamo pensato la stessa cosa. Ci manca.

3 commenti:

  1. adesso che leggo sono scese le lacrime anche a me... che bella che sei! zia Ila

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  2. Ora che ho letto ti assicuro che le lacrime hanno fatto capolino anche nei miei occhi.
    Tu hai la stessa dolcezza che "nonnonando" aveva con i bambini, lo so per esperienza "medica".
    Ti voglio bene amica mia di infanzia, ritrovata grazie ai nostri papoli "doni" di Qualcuno lassù.
    Imma V.

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