I segreti non detti dell'allattamento


L’argomento di questo post è stato dettato dalla voglia di partecipare ad una iniziativa in rete che mi ha incuriosito il Blogstorming. In realtà non è la prima volta che penso ad un post sull’argomento ma poi ho sempre desistito perchè pensavo mi ci volesse un libro ma proverò a sintetizzare.
Le prime informazioni che ho ricevuto sull’allattamento sono state quelle fornite dal consultorio durante il corso pre parto ovvero tutta quella teoria di quanto fosse importante allattare per il benessere del bambino e  su come non ci fosse nulla di meglio per la crescita del bebè. Me ne sono convinta, ho idealizzato il momento di relazione unica tra mamme e bebè e ho assunto una posizione integralista ovvero niente ciuccio, biberon, acqua, tisane, nulla che non fosse latte di mamma. In tutta questa bella e affascinante teoria però mancavano alcuni dettagli.
Due aspetti che è possibile che si verifichino ma che raramente ti preannunciano e quando ti colgono alla sprovvista un pò destabilizzano e in un contesto di ormone impazzito di certo non aiuta.
Uno: allattare può essere doloroso
Due: può creare dipendenza (nel senso buono del termine).
Allattare può essere molto doloroso all’inizio. Ignara diquesta informazione quando ho attaccato papolagrande per la prima volta ho pensato che fosse un brutto scherzo, che qualcuno avesse inserito uno strumento infernale nella tenera bocca della mia neonata, il risultato: un dolore difficile da gestire e immediata ragade sanguinante. Tutto il mio immaginario da allattamento vale a dire momento unico e magico tra mamma e figlia è stato sgretolato nel giro di poche ore. Le prime settimane sono state un vero incubo, il dolore era tale che doveva essere sempre papomarito ad aiutarmi ad attaccarla dovevo chiudere gli occhi perchè quando la piccola ciucciatrice si avvicinava mi tiravo indietro per istinto per evitare il dolore. Ho pianto tanto con una maglietta in bocca per scaricare il dolore e mi chiedevo se fosse giusto per la mia bambina essere allattata in quel modo, ho ancora una foto fatta da papomarito per farmi capire come stavo messa, orribile!. In ospedale non sono stati d’aiuto mi dicevano “bisogna sopportare”. Poi ho imparato a correggerle la suzione e un pò alla volta è diventato quell’irrinunciabile momento a due che avevo sempre immaginato e me lo sono goduto fino al primo anno di papolagrande.
Il secondo segreto dell’allattamento che in pochi ti dicono è che la tetta può creare dipendenza. E’ non ditemi che non è vero perchè l’ho vissuto sulla mia pelle e sono diventata per papolagrande prima e papolapiccola poi non solo latte ma anche ciuccio, consolazione, coccola, fonte per dissetarsi, a volte anche gioco (essere oggetto di esperimento tattili non è proprio il massimo) . Ero pronta ad affrontare un neonato che si svegliasse ogni tre ore e mi sono ritrovata una ciucciatrice folle che voleva attaccarsi ogni ora di giorno e di notte o in qualunque altro momento in cui ne fiutasse semplicemente l'odore. Sono stata più volte ad un passo dal darle la famosa “aggiunta” per avere tregua. Ma poi il mio fisico si è adeguato, ha tirato fuori risorse che non pensavo di avere e finalmente ce la siamo goduta, averla accanto nel letto mentre ciucciava rimane uno dei momenti più belli mai vissuti. Posso anche confessare che la dipendenza che si crea è bidirezionale difatti la prima volta che papolagrande (aveva più o meno un anno) ha accettato il biberon o il ciuccio un pò mi sono sentita tradita e rattristata, il distacco è stato più traumatico per me che per lei. Le difficoltà all’inizio sono state tante e non ero preparata ma alla fine mi è piaciuto talmente tanto che con papolapiccola ho preseguito con la tettaopensource, all’inizio ha fatto “male” ma sapevo come “correggerla” e ricordo le prime sere in ospedale eravamo solo io e lei e mi sono finalmente goduta i nostri primi attimi, anche lei è tettadipendente nonostante questa volta biberon e ciucci le siano stati proposti in maniera meno integralista, mi ritrovo ancora privata del sonno ma quando la sera si accuccia a me e mentre ciuccia sorride sottecchi mi rende felice. 
Dulcis in fundo c’è anche un segreto “buono” della tetta, se si accetta di essere tettaopensource c’è dalla tua che si gode della tettaggiustatutto, panacea per ogni malumore, malessere e capriccio, sembra magica, basta la sensazione che stia arrivando e anche le urla più disperate si qiuetano.
Leggevo su un avatar di una mamma una frase eccezionale  "io produco latte tu che superpotere hai?"
Questo post partecipa al blogstorming

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