Le papole & the City - prima parte

Come sopravvivere ad un viaggio aereo di 9 ore con due bambine piccole
Il primo passo verso NY è un lungo viaggio aereo e vista la mia natura ottimista mi sono già prefigurata scenari apocalittici ma soprattutto sono già pronta a camminare su e giù per ore per sedare pianti e capricci. L’unica speranza è che, ad un certo punto, il sonno prenda il sopravvento e ci regali qualche ora di tranquillità ma soprattutto  ci avvantaggi per il fuso orario.
Per fortuna al controllo di sicurezza ci fanno fare un percorso privilegiato, papolagrande un pò si spaventa ma il personale gentile rende tutto più semplice, papolapiccola dorme e non si accorge di nulla. Passato il controllo papolagrande è eccitata per il numero di aerei da cui è circondata ma soprattutto da quanto sono grandi e allora trotterella felice e ripete:
“mamma anche io vado su un aereo così grande? Allora mi allaccio la cintura, mi tengo forte e voliamo fra le nuvole!”
Gironzoliamo per l’aeroporto, facciamo colazione e ci imbarchiamo in orario. Abbiamo dei posti comodi e non facciamo neanche in tempo a decollare che papolagrande si addormenta, promette bene.
Accanto a noi si siede un figuro americano di età oggettivamente indefinibile con i capelli bianchi perfettamente pettinati e con un vistoso orecchino all’orecchio, rifiuta la cortese richiesta dell’hostess di spostarsi qualche fila più indietro pur mantenendo la stessa tipologia di posto. La richiesta dell’hostess ha come chiaro obiettivo il lasciare un pò più di spazio a noi e un pò più di tranquillità a lui ma è chiaro sin da subito che il suo rifiuto non è certo legato alla voglia di stare accanto a due bimbe piccole, non promette bene.
Le compagnie aeree a volte prevedono delle piccole attenzioni per i bambini in volo, noi avevamo fatto richiesta di una culletta per papolapiccola che si è materializzata subito dopo il decollo ma alla fine siamo riusciti a tenerla li più o meno mezz’ora. Papolapiccola è sicuramente viziata dalle braccia della mamma ma allo stesso tempo c’è da dire che anche a me sarebbe venuto un attacco di claustrofobia chiusa in un sarcofago in miniatura. Comunque papolapiccola se la dorme in braccio e a noi va bene lo stesso.
Per papolagrande avevamo prenotato, non senza difficoltà, il child meal. Lo avevo richiesto al Call Center Delta che inizialmente mi risponde con tono saccente “signora non siamo un ristorante!”. Il “gentile” operatore, invitato a verificare, cerca-che-ti-trovo, scopre che non sono una pazza megalomane che si aspetta un ristorante in volo ma effettivamente un child meal è previsto. Sembra risolto. Peccato che in volo ci accorgiamo che del child meal non c’è traccia, in compenso, nonostante papolapiccola ciucci indefessa alla tetta, la hostess continua a dirmi che c’è del latte in polvere se dovessimo averne bisogno. Dopo ben tre volte mi sono chiesta cosa mai si aspettasse che uscisse dalla mia tetta visto che continua a pensare che abbia bisogno di latte in polvere, forse avrà pensato che bevendo io troppe sprite potessi secernere sprite anche dalle tette!
Tutto procede tranquillo le papole ci permettono di mangiare tranquilli, promette bene.
Papolagrande si sveglia e mangia il suo pollo con il purè e lo trova pure buono, i gusti dei bambini per me rimarrano sempre un mistero!
Io mi alzo per far fare due passi a papolapiccola e quando torno trovo il figuro americano che si lamenta con la hostess perchè papolagrande pare gli dia fastidio, papomarito è decisamente alterato e anche se lui è sicuramente di parte c’è da dire che papolagrande fino a questo momento non ha fatto ancora nulla del repertorio del bambino insofferente (vedi pianti, urla, capricci e calci ...) quindi stavolta papolagrande è assolta. Alla fine il figuro targato usa cambia posto e questa volta si becca un posto scomodo mentre noi siamo più larghi ma questa volta se lo è proprio meritato! A volte le bizze dei bimbi sono difficili da tollerare anche per i genitori ma allo stesso tempo l’intolleranza gratuita verso i bambini rimane un altro mistero insoluto!
Liberati dall’ambiguo figuro papola grande è entusiasta e ogni tanto esclama “mamma stiamo volando” !
Ci convinciamo a vedere un film, papolagrande non sembra apprezzare il cartone proposto in volo ma per fortuna abbiamo il piano B ovvero il pc con i suoi cartoni preferiti, l’orso balù fa il miracolo e ci regala un paio di ore di tranquillità al punto che anche mamma riesce a vedersi un bel film e, vista l’astinenza forzata e prolungata dal cinema, le sembra un vero lusso!
Quando la tregua dettata da Balù finisce, mamma appronta il kit “viaggiamosenzacapricci” che prevede:
- quaderno, colori, un pò di fantasia e non si sbaglia mai
- un paio di libri
- stickers da attaccare qua e la
- qualche pupazzetto con cui inventare qualche storia
e quando poi ogni risorsa sembra esaurita ricorrere alle mille possibilità del pc come inserire su un file word delle cliparts scelte da papolagrande.
Il kit salvaviaggio sembra funzionare, paradossalmente sembra più insofferente papolapiccola di papolagrande ma per  papolapiccola per fortuna c’è la tettasalvatutto!
Quando tutto questo non basta ma soprattutto se non si addormentano qualche giretto dell’aereo tocca farlo magari cercando un punto libero da dove far vedere le nuvole!
Il bilancio del viaggio alla fine non è male, molto meglio dei miei scenari apocalittici, in un viaggio di 9 ore ce la siamo cavati con sole tre richieste di  “mamma facciamo un giro!”, un solo urletto e un pianto sedato in partenza!
Almeno per il volo di andata il kit salvaviaggio ovvero volare senza capricci ha funzionato
adesso tocca atterrare, papolapiccola non si accorge di nulla, papolagrande sembra spaventata dalla frenata brusca ma alla fine la convinciamo che in fondo il capitano è stato bravo!

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