Il rito della buonanotte un sogno o un incubo


Quando penso al rito della buonanotte spesso ripenso a quando papolagrande era piccola e si addormentava tra le mie braccia dopo aver ascoltato la storia di Emma la Margherita oppure  quando papolagrande e io ci addormentavamo abbracciate nel lettone con papolapiccola che  faceva qualche capriola nella panciona per farci saper che c’era anche lei, infine ripenso a papola piccola quando ormai sazia di tetta si lascia andare al sonno accanto a me.
Sembra un quadro idilliaco ma in realtà non sempre entrambe si addormentano tra le mie braccia dopo una fiaba o una ninnananna dando vita ad momento molto intimo e romantico. Il più delle volte il momento intimo e romantico si trasforma in un incubo. Soprattutto quando tutte e due pretendono la presenza della loro mamma per addormentarsi ovviamente contestualmente. Allora, nonostante io goda di un lettone extralarge, spesso mi ritrovo in un angolo, ad un soffio dal parquet, accerchiata dalle due papole. La piccola si attacca alla tetta, comincia a scalciare, con la mano aggancia qualsiasi lembo della mia pelle le capiti a tiro e non fa altro che strattonare la mia tetta tenendola saldamente in bocca.
Dall’altra ho papolagrande con la testa appoggiata sul mio stomaco che si diverte a strapazzare il mio neo bruttobrutto e in alternativa infila le sue dita nel mio ombelico. Tutto questo “strapazziamo mamma” può durare anche un’ora/due. Poi arriva il momento in cui papolapiccola ferma lo sgambettamento e si mette una manina sugli occhi segno che vuole un pò di tranquillità, della serie non voglio sapè cchiù niente e se mi lasciate in pace nel giro di qualche minuto mi addormento. Papolagrande, quando finalmente capisce che può lasciarsi andare, smette di torturare neo e ombelico,si aggancia ad un mio braccio e comincia a girarsi e rigirarsi finchè non trova la posizione giusta tirando qualche calcio qua e la. Se mi va bene questa danza dura poco e poi si lascia finalmente andare al sonno. 
Dopo questa prima battaglia della notte riesco ancora a godermi il momento in cui sono tutte e due addormentate accanto a me, do loro la buonanotte e auguro loro sogni d’oro sperando che loro regalino a me almeno un paio di ore di sonno di seguito.

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